venerdì 26 aprile 2013

Baciami ancora


Chi ha detto che l'amore sia perfetto?
Chi ha detto che le storie d'amore lo siano?
Io penso sia proprio il contrario, anzi, diffido di chi conosce in questo la perfezione.
Diffido della calma piatta, diffido di chi non riesce a parlarsi nemmeno per discutere, figuriamoci per comunicare...
L'amore non è perfezione, è un bacio dato in un parco, mentre nell'aria si diffonde la primavera, e tutto intorno è caos, macchine, smog, e rumore. Ma all'interno di quel bacio, sfiorato, appena sussurrato a fior di labbra, è solo silenzio.
"La tua vera natura, la giustizia del mondo che punisce chi ha le ali e non vola"
Questa frase è forse la mia preferita di questa bellissima canzone.
L'amore, quello vero, non ha bisogno di mentire, non ha bisogno di nascondersi, si apre con sincerità al mondo, non chiede nulla, se non di venir fuori, di essere ciò che è. 
Chi ha le ali, ha il dovere di volare. Troppi, sono fissati con chiodi e tiranti al suolo.
Ognuno deve seguire la propria natura....vola!

lunedì 22 aprile 2013

La mia principessa

Cara mamma,
questa è una lettera che avrei voluto scriverti tante volte, e che mai leggerai, e forse è per questo che non te l'ho mai scritta. Perchè infondo non so se vorrei che tu la leggessi.
Allora forse vi chiederete perchè la sto scrivendo; oggi, una mia cara amica, mi ha fatto leggere una piccola lettera che la sua mamma le ha scritto, in un italiano stentato tipico di chi non ha studiato, con scrittura incerta, in un pezzo di carta di fortuna.
Quella lettera, mi ha commossa. Commossa, forse perchè la mia di madre invece, non ha mai fatto un gesto per me, tanto intimo, tanto dolce.
Questo mi ha stimolata a parlare con lei, nell'unico modo in cui sono capace e nell'unico modo, in cui lei non capirebbe. Non sa nemmeno di questo blog, non saprei nemmeno come spiegarglielo.

"Ciao mamma, tante volte ho cercato di spiegarti e di farmi conoscere veramente sul serio da te, ma purtroppo la maggior parte delle volte, non ci sono riuscita.
Ho pochi ricordi di te, quando ero bambina; ti ricordo curva sul telaio, ricamavi alla luce di una lampada, in quella che sarebbe poi diventata la mia cameretta, ma che allora, non lo era.
Ho ricordi di quando avevo voglia di mangiarti di baci e tu, avevi sempre qualcosa da fare. O quando, giocando, ti legavo alla sedia, cinque minuti soli, perchè volevo che passassi cinque minuti con me.
Mille cose da fare, il lavoro, la casa, le telefonate continue dei clienti.
Ed io, esigente, chiacchierona, assetata di sapere e di conoscere. Desiderosa di capire.
Non siamo mai andate d'accordo noi due. Tu, subivi una certa rivalità con papà, avevi come una sorta di gelosia, nei suoi confronti. Ed io, non sono mai stata la tua bambina, non sono mai stata buona, brava, bella, aggraziata. Non ero, ciò che tu, volevi che io fossi.
E più io mi sforzavo di esserlo, e più risultavo goffa, imbranata, piena di difetti, piena di imperfezioni.
Piano piano, cercavo di sembrare ciò che non ero e mi sono resa conto, che avvolte ci riuscivo e quando succedeva, eravate tutti contenti di me.
Ho iniziato a mentire, e mentivo ormai per qualunque cosa; non sapevo più dire cosa desideravo, non sapevo più esprimere i miei desideri, non ero capace di dire più ciò che pensavo in realtà. Facevo ciò che mi piaceva fare, di nascosto, in silenzio, e spesso la facevo franca, avvolte invece, le conseguenze erano catastrofiche. Vi sentivate presi in giro, ingannati. Giustamente, ma mai nessuno si è chiesto perchè.
Nessuno si è preoccupato di capire cosa provassi e perchè avevo quel comportamento.
Se io avessi chiesto a voi, di fare qualcosa, o avessi fatto vedere che i miei desideri e i miei pensieri, erano diversi dai vostri, avrei ottenuto solo un secco NO e nessuna comprensione.
Ma io avevo una strada alternativa.
Poche volte, mi sono pentita di ciò che ho fatto di nascosto.
Poche volte, anche con il senno di poi, ho trovato "male" quello che avevo fatto.
Ad un certo punto, aveva anche quel sapore di mistero e quella carica di adrenalina, che viene quando agisci nel pericolo. Ed io era drogata di queste sensazioni. Mi facevano sentire viva.
Mi hai sempre rimproverato di essere una cattiva figlia, di essere una persona inutile, di essere una persona senza sentimento. Dicevi sempre che ti ho dato un sacco di problemi.
Ma guardati intorno mamma, guarda bene, è veramente così?
Non ero ciò che avresti voluto, ma sono sempre stata buona, generosa, altruista, disponibile, fin troppo sensibile.
La mia unica colpa, era quella che non mi sono sentita capita, ed un giorno, non so nemmeno io quando, ad un certo punto, ho smesso di provarci.
Tu mamma, non hai idea nemmeno di chi sono, di chi erano i miei amici immaginari da bambina, di quali erano i miei sogni, di come sono io dentro.
Non capivi perchè dovevo scrivere sempre, e mi strappavi i diari, quando mi sorprendevi a scrivere.
Io morirei se non potessi farlo.
E' la mia voce, quella vera, quella senza tono, quella autentica.
Scrivere per me, è l'unico modo che ho, di trasmettere le mie emozioni.
Ma per te è inutile anche questo.
Per te, bisogna fare ciò che è giusto, non ciò che si prova.
I sentimenti, sono illusioni accessorie di persone che si procurano un alibi alle proprie azioni.
Non ti sei sforzata mai di capire cosa provassi.
Non mi hai mai chiesto se fossi felice.
Non hai nemmeno mai provato a capire se, stavo bene e come avresti eventualmente potuto aiutarmi a stare meglio.
Quante maledette volte, avrei desiderato un tuo abbraccio, un tuo appoggio, anche se non compreso o non condiviso.
Quante volte, avrei voluto essere la tua principessa, come la mamma di quella mia amica, chiamava la sua bambina, questa mattina.
Oggi sono mamma, e ti capisco ancora meno.
Nei momenti di maggiore confusione e difficoltà, io ho dovuto prima di tutto, difendermi da te. Prima di tutto, lottare contro di te.
Quante volte avrei voluto invece rannicchiarmi fra le tue braccia e piangere tutte le mie lacrime. Poterti avere complice.
Poter uscire insieme a te.
Poter contare su di te.
Io ci sarò sempre, perchè sei mia madre, ma so che non sarà lo stesso per me.
So che se domani, dovessi fare una scelta che tu non condividi, tu, sarai la mia prima nemica. Tu, sarai quella che farà di tutto per ostacolarmi.
Ma sai una cosa mamma?
Tu, la tua vita, l'hai vissuta e l'hai vissuta, come tu hai ritenuto fosse giusto.
Non puoi vivere la mia.
Io non sono certa perfetta, ho commesso tanti errori e forse ne commetterò altrettanti, ma sono una persona normale, con desideri normali, che si è sempre fatta condizionare dal giudizio che gli altri hanno avuto di me.
Ma io sono molto più di tutto questo.
Sono molto più di quello, che occhi piccoli e semiciechi, si ostinano a voler vedere.
Non sono una donna perfetta, non sono nemmeno una mamma o una figlia perfetta.
Ma so chiedere scusa. So mettermi in discussione. So provare a rimediare ai miei errori.
Mille volte, ho provato a venirti incontro, a colmare questa distanza fra noi. Ma non c'è modo.
Anzi, ogni volta che ti apro il mio cuore, finisco per pentirmene, perchè usi ciò che ti dico, come arma di ricatto o peggio, lo ignori, lo mortifichi.
Io non mi fido di te.
Avvolte, sei stata gelosa delle mie amicizie, dicendomi che per me, esistono solo loro, ma che l'unica persona fedele è la mamma.
Ed invece no, ti sbagli.
Se nulla è per sempre e mi sta bene, io nei momenti veramente neri, mi sono trovata la spalla di un'amica su cui piangere, e non certo quella di mia mamma.
Ora mi chiedo cosa ne farò di questa rabbia, di questo grande dolore, che mi porto dentro ogni istante della mia vita.
Io mi sento abbandonata ancora una volta.
E mi sento come se avessi ancora due mesi e mezzo.
Io, vorrei che ancora si potesse fare qualcosa, ma ogni volta che ci provo, ne esco più distrutta che mai. Ed ogni volta è peggio.
Tu, per me fai cose meravigliose, come occuparti di mio figlio quando ne ho bisogno, sei per me, un punto di riferimento sotto questo punto di vista, ma purtroppo, il resto....
Ti abbraccio mamma, con la stessa insistenza con cui lo facevo da bambina, chiedendoti incessantemente un sorriso, che fosse solo per me..."

martedì 16 aprile 2013

Io: ovvero paranoie serali

Io che mi sento una mamma inadatta, io che mi sento una donna fallita, io che mi sento imperfetta, mi sento triste, avvolte mi guardo allo specchio e non mi riconosco.
Io, che faccio fatica a fare i conti con i miei sensi di colpa, ogni volta che lascio mio figlio, ogni volta che decido di prendermi tempo per me, che sia un'ora o più semplicemente qualche giorno.
Io che devo rendere conto a tutti, di ciò che faccio, del perchè lo faccio, e di cosa è più giusto fare. Io che non ne ho diritto, perchè si fa ciò che è giusto e non ciò che si desidera fare.
Perchè darsi piacere, nel fare qualcosa, è un pò una perdizione.
Ma chi è, che ci ha inculcato tutto questo?
Perchè dovrei sentirmi una mamma pessima ed indegna, se non senza soffrire, lascio mio figlio per pensare ogni tanto anche alla persona, alla donna che sono, e non soltanto alla mamma?
Perchè dovrei essere una mamma peggiore, di quelle che rimangono e rimangono, frustrate, annoiate, rabbiose, nervose, facendo involontariamente pagare ai figli, ciò che vivono?
Perchè pensiamo che loro non capiscono?
Io, mi rendo conto di quanto mio figlio, subisca i miei umori. Se io sono contenta, serena, rilassata, felice, lui, in automatico lo è con me.
Lui è molto più di ciò che riesce ad esprimere e perchè devo vergognarmi di dire, che è impegnativo, che è, difficile crescerlo ed educarlo. Perchè devo vergognarmi a dire che avvolte è stressante e frustrante, che spesso non so qual'è la cosa più giusta, che avvolte ho bisogno di essere io, prima di essere la sua mamma, la moglie, la figlia?
Come faccio ad essere tutto questo, se prima non sono io?
Perchè a 36 anni, devo ancora trovare scuse con mia madre per non discutere con lei, visto che non capirebbe?
Perchè non trovo il coraggio di dire cosa penso in realtà e di farlo rispettare, anche se lei non lo trova giusto?
Ecco, stasera, il mio sfogo, è un pò esasperato.
Quello che succede in America in questo momento, mi fa pensare e riflettere ancora una volta, sull'importanza della vita e su come sia importante viverla appieno, perchè è breve, imprevedibile, e perchè non ci rendiamo conto, ancora una volta, che non possiamo programmare nulla. Siamo solo sabbia, se il vento si alza, voliamo via, lontani da dove siamo sempre stati.
Ecco, questa è la nostra realtà.
Avvolte legata alle mani del pazzo che ha fatto esplodere una bomba, avvolte del pazzo che l'ha immaginato. Spesso non sono le stesse persone.
Ma a queste persone, maledettamente deviate, affidiamo i nostri giorni e i nostri destini inconsapevoli.
E quando mi rendo conto di questo, penso che la vita è troppo breve per sprecarla.
Sprecarla stando male, sprecarla facendosi mille paranoie e mille sensi di colpa, sprecarla pensando che, sia infinita e che abbiamo ancora tanto tempo da vivere.
Dovremmo vivere, pensando di prendere a morsi questa vita, come farebbe un affamato.
Penso che valga sempre la pena sognare e tentare di realizzare i nostri sogni.
Penso che rivedo me, piccola, quando chiamavo continuamente "papà" e mio padre si spazientiva. Ricordo che non capivo allora, ed adesso capisco. Perchè mio figlio ha la capacità di battere il muro del suono, talmente è veloce a ripetere una cosa all'infinito!
E ricordo pure, che mio padre, non mi faceva mai dormire fuori una notte.
Non voleva, era contrario, a meno che, non ci fosse la necessità. Non ho mai fatto un pigiama party da piccola, non ho mai dormito dalla mia migliore amica, non ho mai fatto nemmeno eccessivamente tardi alla sera.
Mi è pesata molto questa cosa. Mi è mancata. Non l'ho capita.
Oggi, che sono mamma, lo so.
Da genitore, ti fa impazzire l'idea, che possa accadere qualcosa, qualsiasi cosa, anche un evento naturale, che possa mettere in pericolo la vita di tuo figlio e tu, non possa essere lì, a proteggerlo.
Fa male il solo pensiero.
Che ci crediate o no, è ciò che ho pensato quando mio figlio, ha dormito la prima volta nella sua stanza, circa tre settimane fa.
Ho pensato che se ci fosse stato un terremoto, io non avrei fatto in tempo.
Ma riflettendo bene su queste cose, abbandonando questo istinto da leonessa, oggi, dico a mio papà che purtroppo è mancato troppo presto, che non sono d'accordo con lui. Che i figli, non ci appartengono. Che bisogna lasciarli andare e che questo comporta dei rischi.
Che non possiamo sempre tenere tutto sotto controllo.
Che dobbiamo amarli perchè sono un dono del Signore. Sono angeli, mandati sulla terra, per migliorare ed arricchire le nostre vite. E per farci esaurire un pò....
Mi verrebbe da dirgli: "sai papà, adesso capisco. Adesso so, che era troppo amore il tuo, talmente grande che non riuscivi a controllare la tua gelosia, che non riuscivi a non soffrire e stare male, se non potevi stare lì a proteggermi. Ovunque tu sia, ormai, mi hai concesso di volare, o forse, ne sei stato costretto, ma continua a vegliare su di me, come solo tu sai fare, ed anche se non puoi impedirmi di farmi male, puoi sempre esserci ad asciugare le mie lacrime."
Questa sera, chiedo a Dio, anche se da un pò che non prego più come si deve, di proteggere tutti i nostri figli, di guardarli, di amarli sempre, e di vegliare su di loro.
Il mio russa beato adesso, dalla stanza accanto.
Io non sono sempre con lui, e forse non sarò una buona madre per questo, ma sono sicura che il mio amore, è con lui sempre.
Forse non posso proteggerlo da tutto, ma so, che Dio lo farà per me.
Lui mi ha donato un angelo, Lui, mi deve condurre sulla strada migliore.
Perchè io sono una mamma apprendista e solo mio figlio, può farmi diventare una mamma vera.
Stasera, nelle mie preghiere, ci sono tutte le vittime innocenti della violenza, della rabbia e dell'abominio umano.
Stasera, un pensiero va, a Boston, ai suoi morti, ai suoi feriti, al terrore.
Voglio un mondo, privo di tutto questo.
Solo l'amore, può vincere il terrore.

martedì 9 aprile 2013

Sogni

Ognuno di noi, ha un sogno nel cassetto.
I sogni fanno parte della nostra vita, li teniamo nascosti in un cassetto ben chiuso infondo a noi, li custodiamo perchè non vengano dispersi, umiliati, trattati male. Oppure passiamo la vita ad inseguirli, a rincorrerli; avvolte sono così vicini a noi, che possiamo quasi toccarli; altre sembrano lontani ed irraggiungibili, ma fortunatamente la vita è imprevedibile, è strana, bizzarra e riesce a sorprenderci. E così facendo, ci da proprio ciò che non ci aspettavamo più, ciò a cui avevamo rinunciato.
E' bello sognare, ci fa vivere in un mondo tutto proprio, dove tutto è possibile.
Ci fa viaggiare con la fantasia, ci fa sentire e stare bene.
I sogni, sono un pò il carburante della vita, sono il nostro domani.
Come tutti, anche io ho tanti sogni; alcuni sono semplici, altri complicati, altri ancora sono lontani, alcuni sembrano irraggiungibili.
Il mio sogno da sempre, quello che inseguo fin da ragazzina, è quello di scrivere.
In parte con il blog, ho realizzato questo sogno, ma la vera essenza di questo sogno, è scrivere un libro. Ma siccome quando si sogna, si deve farlo in grande, il mio sogno è avere una casa vicino ad una spiaggia, con una grande vetrata, un computer su di una scrivania, in cui mettermi a scrivere, mentre le onde del mare accarezzano la spiaggia, dolcemente, proprio come una mamma accarezza il suo bambino.
Il mio sogno è scrivere di me, della mia vita, dei miei sogni, delle mie speranze, dei miei dolori.
Magari romanzando un pò...
Ma è difficile!
Non so quante volte ci ho provato, ho iniziato, ma poi, non riesco ad andare avanti.
Non è facile parlare di sè, analizzare i propri stati d'animo, le proprie emozioni.
Anzi è veramente difficile. E' come spogliarsi in uno stadio gremito.
C'è una sorta di pudore, di timore, di dolore sulla superficie, che sono difficili da mettere da parte.
E' scavarsi nell'intimo, ed essere magari costretti ad affrontare ciò che per una vita abbiamo cercato di dimenticare.
Io non so se mai si avvererà questo mio sogno.
Scrivere per vivere.
So, che ho molto dentro da dire, ma troppa paura ancora di chi legge. Di chi giudica.
Forse prima o poi, sarò pronta per farlo, forse continuerò a leggere ed a divorare libri, come fossero caramelle.
Non so quanti libri ho letto, non so quanti ne ho divorati in due ore, perchè la trama mi appassionava a tal punto, da non riuscire a staccarmi.
Ogni volta che, mi tuffo in un romanzo. Io divento la protagonista, io vivo, sorrido, lotto, amo, soffro, come se ciò che stessi leggendo, rivivesse in me.
Mio marito, mi rimprovera avvolte, questo mio isolarmi, questo ogni tanto, voler stare da sola con me, allontanandomi da tutti.
Per me, è un'esigenza, perchè, io nella vita di tutti i giorni, tendo a perdere di vista me stessa, tendo a non ricordarmi di ciò che sento, di ciò che provo, delle mie emozioni, dei miei ricordi, della mia anima.
E così, ho bisogno di ritrovarmi, e lo faccio stando in solitudine, spendendo del tempo per me, non dovendomi preoccupare degli altri.
Probabilmente se ci fosse lui poi, non avrei il piacere di ritrovarlo tornando a casa.
Non avrei il piacere di raccontarmi quando ci ritroveremmo occhi negli occhi a parlare.
Non riuscirei a trovare quella serenità con la quale cerco di vivere, perchè non starei bene con me e finirei per mettere lui al primo posto, come faccio quando c'è da scegliere fra lui e me.
Anche se delle volte, nemmeno se ne accorge.
Avvolte la solitudine non è solo silenzio e desolazione. E' serenità e pace.
Non è allontanarsi.
E' ritrovarsi.
E voi? quali sono i vostri sogni? quali le vostre speranze?
Volete condividerli con me?

L'ultimo insegnamento


L'ultimo insegnamento, che mio papà mi ha lasciato è stato quello di non far mancare mai, parole d'amore a chi abbiamo vicino.
Perchè noi uomini siamo presuntuosi e stupidi.
Crediamo che il nostro tempo sia infinito, e viviamo ogni giorno, come se avessimo tutta la vita davanti e come se, il tempo aspettasse solo noi e fossimo gli unici artefici del nostro destino.
Anche quando siamo vecchi, anche quando siamo malati, anche quando sappiamo che la vita ci sta abbandonando, anche allora, pensiamo come se avessimo tutto il tempo del mondo.
Ed in questo modo, non solo rischiamo di perdere tempo  prezioso, perchè la nostra presunzione o il nostro orgoglio, non ci fanno capire che chi abbiamo accanto, può non aver capito quanto è importante per noi. Ma corriamo anche il rischio che non lo sappia mai. E che rimanga a noi, poi, questo grande rimpianto.
Io, ho avuto la fortuna di aver rimediato in tempo con mio padre, ed essere riuscita a dirgli che lo amavo. Lui, era il mio eroe.
Ed è per questo che la sera, quando il mio piccolo ometto, dorme abbandonato, o sta per addormentarsi, ed io sono lì, accanto a lui, che lo accarezzo e lo bacio, a bassa voce, gli dico quanto lo amo. Gli dico, che la sua mamma, lo adora, che è la cosa più importante della vita, e che nulla, può cambiare tutto questo.
Mai nulla, potrà scalfire il mio amore per lui.
E così è, per tutte quelle persone che sono importanti per noi.
Quelle persone, sono le colonne portanti della nostra vita, su di esse si regge l'impalcatura dei nostri sentimenti, del nostro essere, dei nostri pensieri e dei nostri valori.
Io, ho un "dono", che è quello di sognare le cose prima che accadano.
Purtroppo normalmente sono cose spiacevoli.
Ho sognato la morte di mio papà per esempio. Ed anche se sul momento avrei voluto non ammetterlo, sapevo che era arrivato il suo tempo.
E questo un pò forse, mi ha pure aiutata.
Aiutata a prepararmi.
Purtroppo non sempre, i sogni sono chiari e non sempre, riesco ad interpretarli.
Ma lo sento.
Sento quando non portano nulla di buono.
Ed adesso per esempio, ho un pò paura.
Ho fatto un sogno stanotte, mi ha lasciata triste e dolorante per tutto il giorno, e spero solo che non voglia dire ciò che temo.
Qualcuno ha mai sentito parlare di un lupo che si chiamava Eberarda?
Ebbene, era il lupo che mi ha sbranata stanotte, quindi se avete notizie, avvisatemi!
Intanto stasera finalmente la tristezza e la malinconia che mi hanno accompagnata durante il sonno, sono andate via, grazie anche al supporto di una mia cara amica "virtuale", che stasera è riuscita a trovare le parole giuste, per sciogliere i miei pensieri e le mie paure.
Ho passato tutta la vita, a rinnegare e a non accettare, i cosiddetti "doni" che Dio mi ha dato. Ma adesso, da un pò di tempo a questa parte, da che mi ha lasciata mio papà, ho finalmente fatto pace anche con questa parte di me, che mi ha consentito di sognarlo quando avevo bisogno di lui, o quando permetteva che accadessero delle cose, e mi stimolava a non mollare, a non arrendermi.
L'amore, quello vero, non conosce ostacoli, tempo, dimensioni.
L'amore è per sempre.
Non si smette di amare. Non si smette di pensare a chi si ama.
Mai. 

mercoledì 3 aprile 2013

Venti di guerra

Sembra che anni di storia, di dolore, di distruzione, non ci abbiano ancora insegnato nulla.
Di poco fa la notizia, che la Corea, vorrebbe fare una guerra, spietata, agli Stati Uniti con bombe nucleari.
Ora, io non sto qui ad analizzare le conseguenze, che si capisce benissimo, potrebbero essere di proporzioni mondiali; nè tantomeno, posso dire chi può avere torto o ragione. Il povero ragazzo coreano, figlio del dittatore e quindi, dittatore a sua volta, mi sembra un ragazzino con manie di grandezza e una pedina facilmente manovrabile, che per di più è a capo di un popolo affamato e disperato.
Gli Stati Uniti, dalla loro, non sono certo dei santi e non si sono sempre comportati egregiamente nei confronti di nazioni e popoli.
Quindi, come si dice da me, cu avi chiù avi assu!
Ma è la guerra ad essere un'atrocità.
Ed è terribile che nel 2013, dopo due guerre mondiali, con le loro conseguenze, dopo migliaia di guerre inutili e terrificanti, in tutto il mondo, si possa ancora parlare di guerra.
La guerra non porta, e non porterà mai nulla di buono.
Non ci sono vincitori.
Solo vinti. Solo dolore. Solo macerie.
Spero che la nostra generazione non debba mai conoscere la guerra, spero che quella futura, possa fare di tutto per evitarla, per sopravvivere all'inganno che, facendo la guerra si conquista la giustizia, la pace.
Non si può arrivare alla giustizia con l'ingiustizia.
Mi fa tristezza pensare a come le guerre possano aver distrutto popoli, abbiano seminato terrore, morti innocenti.
Mi fa terrore che ancora al mondo, ci sia qualcuno che fabbrica, vende, commercializza, studia, armi per distruggere il proprio prossimo.
Già nella vita di ogni giorno, fra le mura di casa, nella propria città, farsi la guerra è inutile.
La guerra è solo dolore.
Bisognerebbe imparare a rispettare le diversità. Bisognerebbe imparare che, gli altri possono assomigliarci, ma non possono pensare ed agire come noi.
Bisognerebbe capire, che il mondo è bello proprio per questo.
Che proprio mischiandosi questi individui, così diversi fra loro, danno origine ad una civiltà così ricca di tradizioni, idee, sentimenti, usi, costumi, che possono davvero cambiare ciò che di storto c'è , nel mondo in cui viviamo.
La diversità non è causa di separazione, ma solo di ricchezza.
Bisognerebbe rifletterci.