lunedì 22 aprile 2013

La mia principessa

Cara mamma,
questa è una lettera che avrei voluto scriverti tante volte, e che mai leggerai, e forse è per questo che non te l'ho mai scritta. Perchè infondo non so se vorrei che tu la leggessi.
Allora forse vi chiederete perchè la sto scrivendo; oggi, una mia cara amica, mi ha fatto leggere una piccola lettera che la sua mamma le ha scritto, in un italiano stentato tipico di chi non ha studiato, con scrittura incerta, in un pezzo di carta di fortuna.
Quella lettera, mi ha commossa. Commossa, forse perchè la mia di madre invece, non ha mai fatto un gesto per me, tanto intimo, tanto dolce.
Questo mi ha stimolata a parlare con lei, nell'unico modo in cui sono capace e nell'unico modo, in cui lei non capirebbe. Non sa nemmeno di questo blog, non saprei nemmeno come spiegarglielo.

"Ciao mamma, tante volte ho cercato di spiegarti e di farmi conoscere veramente sul serio da te, ma purtroppo la maggior parte delle volte, non ci sono riuscita.
Ho pochi ricordi di te, quando ero bambina; ti ricordo curva sul telaio, ricamavi alla luce di una lampada, in quella che sarebbe poi diventata la mia cameretta, ma che allora, non lo era.
Ho ricordi di quando avevo voglia di mangiarti di baci e tu, avevi sempre qualcosa da fare. O quando, giocando, ti legavo alla sedia, cinque minuti soli, perchè volevo che passassi cinque minuti con me.
Mille cose da fare, il lavoro, la casa, le telefonate continue dei clienti.
Ed io, esigente, chiacchierona, assetata di sapere e di conoscere. Desiderosa di capire.
Non siamo mai andate d'accordo noi due. Tu, subivi una certa rivalità con papà, avevi come una sorta di gelosia, nei suoi confronti. Ed io, non sono mai stata la tua bambina, non sono mai stata buona, brava, bella, aggraziata. Non ero, ciò che tu, volevi che io fossi.
E più io mi sforzavo di esserlo, e più risultavo goffa, imbranata, piena di difetti, piena di imperfezioni.
Piano piano, cercavo di sembrare ciò che non ero e mi sono resa conto, che avvolte ci riuscivo e quando succedeva, eravate tutti contenti di me.
Ho iniziato a mentire, e mentivo ormai per qualunque cosa; non sapevo più dire cosa desideravo, non sapevo più esprimere i miei desideri, non ero capace di dire più ciò che pensavo in realtà. Facevo ciò che mi piaceva fare, di nascosto, in silenzio, e spesso la facevo franca, avvolte invece, le conseguenze erano catastrofiche. Vi sentivate presi in giro, ingannati. Giustamente, ma mai nessuno si è chiesto perchè.
Nessuno si è preoccupato di capire cosa provassi e perchè avevo quel comportamento.
Se io avessi chiesto a voi, di fare qualcosa, o avessi fatto vedere che i miei desideri e i miei pensieri, erano diversi dai vostri, avrei ottenuto solo un secco NO e nessuna comprensione.
Ma io avevo una strada alternativa.
Poche volte, mi sono pentita di ciò che ho fatto di nascosto.
Poche volte, anche con il senno di poi, ho trovato "male" quello che avevo fatto.
Ad un certo punto, aveva anche quel sapore di mistero e quella carica di adrenalina, che viene quando agisci nel pericolo. Ed io era drogata di queste sensazioni. Mi facevano sentire viva.
Mi hai sempre rimproverato di essere una cattiva figlia, di essere una persona inutile, di essere una persona senza sentimento. Dicevi sempre che ti ho dato un sacco di problemi.
Ma guardati intorno mamma, guarda bene, è veramente così?
Non ero ciò che avresti voluto, ma sono sempre stata buona, generosa, altruista, disponibile, fin troppo sensibile.
La mia unica colpa, era quella che non mi sono sentita capita, ed un giorno, non so nemmeno io quando, ad un certo punto, ho smesso di provarci.
Tu mamma, non hai idea nemmeno di chi sono, di chi erano i miei amici immaginari da bambina, di quali erano i miei sogni, di come sono io dentro.
Non capivi perchè dovevo scrivere sempre, e mi strappavi i diari, quando mi sorprendevi a scrivere.
Io morirei se non potessi farlo.
E' la mia voce, quella vera, quella senza tono, quella autentica.
Scrivere per me, è l'unico modo che ho, di trasmettere le mie emozioni.
Ma per te è inutile anche questo.
Per te, bisogna fare ciò che è giusto, non ciò che si prova.
I sentimenti, sono illusioni accessorie di persone che si procurano un alibi alle proprie azioni.
Non ti sei sforzata mai di capire cosa provassi.
Non mi hai mai chiesto se fossi felice.
Non hai nemmeno mai provato a capire se, stavo bene e come avresti eventualmente potuto aiutarmi a stare meglio.
Quante maledette volte, avrei desiderato un tuo abbraccio, un tuo appoggio, anche se non compreso o non condiviso.
Quante volte, avrei voluto essere la tua principessa, come la mamma di quella mia amica, chiamava la sua bambina, questa mattina.
Oggi sono mamma, e ti capisco ancora meno.
Nei momenti di maggiore confusione e difficoltà, io ho dovuto prima di tutto, difendermi da te. Prima di tutto, lottare contro di te.
Quante volte avrei voluto invece rannicchiarmi fra le tue braccia e piangere tutte le mie lacrime. Poterti avere complice.
Poter uscire insieme a te.
Poter contare su di te.
Io ci sarò sempre, perchè sei mia madre, ma so che non sarà lo stesso per me.
So che se domani, dovessi fare una scelta che tu non condividi, tu, sarai la mia prima nemica. Tu, sarai quella che farà di tutto per ostacolarmi.
Ma sai una cosa mamma?
Tu, la tua vita, l'hai vissuta e l'hai vissuta, come tu hai ritenuto fosse giusto.
Non puoi vivere la mia.
Io non sono certa perfetta, ho commesso tanti errori e forse ne commetterò altrettanti, ma sono una persona normale, con desideri normali, che si è sempre fatta condizionare dal giudizio che gli altri hanno avuto di me.
Ma io sono molto più di tutto questo.
Sono molto più di quello, che occhi piccoli e semiciechi, si ostinano a voler vedere.
Non sono una donna perfetta, non sono nemmeno una mamma o una figlia perfetta.
Ma so chiedere scusa. So mettermi in discussione. So provare a rimediare ai miei errori.
Mille volte, ho provato a venirti incontro, a colmare questa distanza fra noi. Ma non c'è modo.
Anzi, ogni volta che ti apro il mio cuore, finisco per pentirmene, perchè usi ciò che ti dico, come arma di ricatto o peggio, lo ignori, lo mortifichi.
Io non mi fido di te.
Avvolte, sei stata gelosa delle mie amicizie, dicendomi che per me, esistono solo loro, ma che l'unica persona fedele è la mamma.
Ed invece no, ti sbagli.
Se nulla è per sempre e mi sta bene, io nei momenti veramente neri, mi sono trovata la spalla di un'amica su cui piangere, e non certo quella di mia mamma.
Ora mi chiedo cosa ne farò di questa rabbia, di questo grande dolore, che mi porto dentro ogni istante della mia vita.
Io mi sento abbandonata ancora una volta.
E mi sento come se avessi ancora due mesi e mezzo.
Io, vorrei che ancora si potesse fare qualcosa, ma ogni volta che ci provo, ne esco più distrutta che mai. Ed ogni volta è peggio.
Tu, per me fai cose meravigliose, come occuparti di mio figlio quando ne ho bisogno, sei per me, un punto di riferimento sotto questo punto di vista, ma purtroppo, il resto....
Ti abbraccio mamma, con la stessa insistenza con cui lo facevo da bambina, chiedendoti incessantemente un sorriso, che fosse solo per me..."

8 commenti:

  1. Ciao, penso che questa sia una cosa talmente tua che non si possono trovare parole per commentarla...solo un forte, lungo abbraccio.
    Antonella

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  2. Un abbraccio e un sorriso tutto per te. So che non è la stessa cosa, ma è fatto col cuore.

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    1. Grazie Alice, ricambio entrambi, con tutto il cuore.

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  3. Cara, mi ha colpito questa lettera. So perfettamente cosa provi. L'unico consiglio che mi viene da darti è di pensare a te. Sei perfetta perché sei un essere umano e degna di amore come tutti gli altri. Nel tuo cammino della vita trova l'amore vero, che non dipende dalla disposizione o dagli umori delle persone. Un abbraccio forte e ti sono vicina! Ciao, Pamela

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  4. Grazie Pamela, sono d'accordo con te. Da adesso in poi, io....

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