mercoledì 3 aprile 2013

Venti di guerra

Sembra che anni di storia, di dolore, di distruzione, non ci abbiano ancora insegnato nulla.
Di poco fa la notizia, che la Corea, vorrebbe fare una guerra, spietata, agli Stati Uniti con bombe nucleari.
Ora, io non sto qui ad analizzare le conseguenze, che si capisce benissimo, potrebbero essere di proporzioni mondiali; nè tantomeno, posso dire chi può avere torto o ragione. Il povero ragazzo coreano, figlio del dittatore e quindi, dittatore a sua volta, mi sembra un ragazzino con manie di grandezza e una pedina facilmente manovrabile, che per di più è a capo di un popolo affamato e disperato.
Gli Stati Uniti, dalla loro, non sono certo dei santi e non si sono sempre comportati egregiamente nei confronti di nazioni e popoli.
Quindi, come si dice da me, cu avi chiù avi assu!
Ma è la guerra ad essere un'atrocità.
Ed è terribile che nel 2013, dopo due guerre mondiali, con le loro conseguenze, dopo migliaia di guerre inutili e terrificanti, in tutto il mondo, si possa ancora parlare di guerra.
La guerra non porta, e non porterà mai nulla di buono.
Non ci sono vincitori.
Solo vinti. Solo dolore. Solo macerie.
Spero che la nostra generazione non debba mai conoscere la guerra, spero che quella futura, possa fare di tutto per evitarla, per sopravvivere all'inganno che, facendo la guerra si conquista la giustizia, la pace.
Non si può arrivare alla giustizia con l'ingiustizia.
Mi fa tristezza pensare a come le guerre possano aver distrutto popoli, abbiano seminato terrore, morti innocenti.
Mi fa terrore che ancora al mondo, ci sia qualcuno che fabbrica, vende, commercializza, studia, armi per distruggere il proprio prossimo.
Già nella vita di ogni giorno, fra le mura di casa, nella propria città, farsi la guerra è inutile.
La guerra è solo dolore.
Bisognerebbe imparare a rispettare le diversità. Bisognerebbe imparare che, gli altri possono assomigliarci, ma non possono pensare ed agire come noi.
Bisognerebbe capire, che il mondo è bello proprio per questo.
Che proprio mischiandosi questi individui, così diversi fra loro, danno origine ad una civiltà così ricca di tradizioni, idee, sentimenti, usi, costumi, che possono davvero cambiare ciò che di storto c'è , nel mondo in cui viviamo.
La diversità non è causa di separazione, ma solo di ricchezza.
Bisognerebbe rifletterci.

3 commenti:

  1. E' vero spirano di nuovo venti di guerra, in questo campo l'esperienza non serve a nulla ci ricaschiamo sempre, quasi avessimo bisogno della guerra per buttare fuori l'aggressività o chissà cos'altro e poi metterci tranquilli per un po'. L'uomo non ha imparato fino ad ora e temo che non imparerà mai a vivere senza guerra, è una cosa terribile da dire e da pensare ma purtroppo la storia ci insegna questo. E avremmo tutti tanto bisogno di pace!

    Sul " ragazzino coreano" non la penso come te, il ragazzino secondo me non è per niente manovrabile o influenzabile, ha studiato in ottime scuole svizzere e mi pare che pur conoscendo l'occidente democratico si senta perfettamente a suo agio nella veste di dittatore. Mi pare anche molto "bravo" nell'esercitare il suo potere dittatoriale. Ovviamente è un opinione personale.

    Ciao, ti auguro una buona giornata, un abbraccio.
    Antonella

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    1. Ciao, grazie del tuo commento.
      Torna a trovarmi presto.

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