martedì 16 aprile 2013

Io: ovvero paranoie serali

Io che mi sento una mamma inadatta, io che mi sento una donna fallita, io che mi sento imperfetta, mi sento triste, avvolte mi guardo allo specchio e non mi riconosco.
Io, che faccio fatica a fare i conti con i miei sensi di colpa, ogni volta che lascio mio figlio, ogni volta che decido di prendermi tempo per me, che sia un'ora o più semplicemente qualche giorno.
Io che devo rendere conto a tutti, di ciò che faccio, del perchè lo faccio, e di cosa è più giusto fare. Io che non ne ho diritto, perchè si fa ciò che è giusto e non ciò che si desidera fare.
Perchè darsi piacere, nel fare qualcosa, è un pò una perdizione.
Ma chi è, che ci ha inculcato tutto questo?
Perchè dovrei sentirmi una mamma pessima ed indegna, se non senza soffrire, lascio mio figlio per pensare ogni tanto anche alla persona, alla donna che sono, e non soltanto alla mamma?
Perchè dovrei essere una mamma peggiore, di quelle che rimangono e rimangono, frustrate, annoiate, rabbiose, nervose, facendo involontariamente pagare ai figli, ciò che vivono?
Perchè pensiamo che loro non capiscono?
Io, mi rendo conto di quanto mio figlio, subisca i miei umori. Se io sono contenta, serena, rilassata, felice, lui, in automatico lo è con me.
Lui è molto più di ciò che riesce ad esprimere e perchè devo vergognarmi di dire, che è impegnativo, che è, difficile crescerlo ed educarlo. Perchè devo vergognarmi a dire che avvolte è stressante e frustrante, che spesso non so qual'è la cosa più giusta, che avvolte ho bisogno di essere io, prima di essere la sua mamma, la moglie, la figlia?
Come faccio ad essere tutto questo, se prima non sono io?
Perchè a 36 anni, devo ancora trovare scuse con mia madre per non discutere con lei, visto che non capirebbe?
Perchè non trovo il coraggio di dire cosa penso in realtà e di farlo rispettare, anche se lei non lo trova giusto?
Ecco, stasera, il mio sfogo, è un pò esasperato.
Quello che succede in America in questo momento, mi fa pensare e riflettere ancora una volta, sull'importanza della vita e su come sia importante viverla appieno, perchè è breve, imprevedibile, e perchè non ci rendiamo conto, ancora una volta, che non possiamo programmare nulla. Siamo solo sabbia, se il vento si alza, voliamo via, lontani da dove siamo sempre stati.
Ecco, questa è la nostra realtà.
Avvolte legata alle mani del pazzo che ha fatto esplodere una bomba, avvolte del pazzo che l'ha immaginato. Spesso non sono le stesse persone.
Ma a queste persone, maledettamente deviate, affidiamo i nostri giorni e i nostri destini inconsapevoli.
E quando mi rendo conto di questo, penso che la vita è troppo breve per sprecarla.
Sprecarla stando male, sprecarla facendosi mille paranoie e mille sensi di colpa, sprecarla pensando che, sia infinita e che abbiamo ancora tanto tempo da vivere.
Dovremmo vivere, pensando di prendere a morsi questa vita, come farebbe un affamato.
Penso che valga sempre la pena sognare e tentare di realizzare i nostri sogni.
Penso che rivedo me, piccola, quando chiamavo continuamente "papà" e mio padre si spazientiva. Ricordo che non capivo allora, ed adesso capisco. Perchè mio figlio ha la capacità di battere il muro del suono, talmente è veloce a ripetere una cosa all'infinito!
E ricordo pure, che mio padre, non mi faceva mai dormire fuori una notte.
Non voleva, era contrario, a meno che, non ci fosse la necessità. Non ho mai fatto un pigiama party da piccola, non ho mai dormito dalla mia migliore amica, non ho mai fatto nemmeno eccessivamente tardi alla sera.
Mi è pesata molto questa cosa. Mi è mancata. Non l'ho capita.
Oggi, che sono mamma, lo so.
Da genitore, ti fa impazzire l'idea, che possa accadere qualcosa, qualsiasi cosa, anche un evento naturale, che possa mettere in pericolo la vita di tuo figlio e tu, non possa essere lì, a proteggerlo.
Fa male il solo pensiero.
Che ci crediate o no, è ciò che ho pensato quando mio figlio, ha dormito la prima volta nella sua stanza, circa tre settimane fa.
Ho pensato che se ci fosse stato un terremoto, io non avrei fatto in tempo.
Ma riflettendo bene su queste cose, abbandonando questo istinto da leonessa, oggi, dico a mio papà che purtroppo è mancato troppo presto, che non sono d'accordo con lui. Che i figli, non ci appartengono. Che bisogna lasciarli andare e che questo comporta dei rischi.
Che non possiamo sempre tenere tutto sotto controllo.
Che dobbiamo amarli perchè sono un dono del Signore. Sono angeli, mandati sulla terra, per migliorare ed arricchire le nostre vite. E per farci esaurire un pò....
Mi verrebbe da dirgli: "sai papà, adesso capisco. Adesso so, che era troppo amore il tuo, talmente grande che non riuscivi a controllare la tua gelosia, che non riuscivi a non soffrire e stare male, se non potevi stare lì a proteggermi. Ovunque tu sia, ormai, mi hai concesso di volare, o forse, ne sei stato costretto, ma continua a vegliare su di me, come solo tu sai fare, ed anche se non puoi impedirmi di farmi male, puoi sempre esserci ad asciugare le mie lacrime."
Questa sera, chiedo a Dio, anche se da un pò che non prego più come si deve, di proteggere tutti i nostri figli, di guardarli, di amarli sempre, e di vegliare su di loro.
Il mio russa beato adesso, dalla stanza accanto.
Io non sono sempre con lui, e forse non sarò una buona madre per questo, ma sono sicura che il mio amore, è con lui sempre.
Forse non posso proteggerlo da tutto, ma so, che Dio lo farà per me.
Lui mi ha donato un angelo, Lui, mi deve condurre sulla strada migliore.
Perchè io sono una mamma apprendista e solo mio figlio, può farmi diventare una mamma vera.
Stasera, nelle mie preghiere, ci sono tutte le vittime innocenti della violenza, della rabbia e dell'abominio umano.
Stasera, un pensiero va, a Boston, ai suoi morti, ai suoi feriti, al terrore.
Voglio un mondo, privo di tutto questo.
Solo l'amore, può vincere il terrore.

4 commenti:

  1. Semplicemente mi aggiungo alla tua preghiera...

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  2. Ciao,
    ricambio la visita con vero piacere, lo stesso con cui ti si legge.
    siamo coetanee, ma tu sei già passi avanti a me, avendo tu una creaturina a cui pensare...
    sai, non posso scriverti "sì ti capisco bene" perché è una frase fatta e non è vero... io non capisco bene cosa significhi il senso di colpa di una mamma... credo però, (ed è un pensiero da figlia) che i genitori (e quindi anche tu) facciano del proprio meglio per i figli. e se "sbagliano" non lo fanno mai con la volontà di far male... e sorrido perché anche adesso io risento dell umore di mia madre!!! :)
    mi ha fatto sorridere quando hai scritto del tuo Cucciolo nella stanza accanto e del terremoto... non so di dove tu sia, ma io sto in Veneto e nel '76 il terremoto del Friuli qui si è sentito molto. A settembre ci fu un altra scossa violenta e io ero nella culla in casa da sola, mia madre era giù in giardino a stendere i panni. appena ha sentito la terra muoversi è arrivata davanti alle scale, a pregato Dio di arrivare a prendermi e così è stato. insomma... l istinto da leonesse non vi abbandona mai! :)
    buona giornata!
    (e scusa il pippolozzo!)

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