mercoledì 17 febbraio 2016

Grazie a chi ascolta il dolore.

È una magnifica giornata di sole, da noi in Sicilia è primavera, i cuccioli si divertono a scorrazzare nei prati, e noi ci godiamo il loro saltellare, l'espressione buffa quando rincorrono una farfalla. Jack per esempio, ha un andare disordinato, quando prende velocità, alza alternatamente le zampe di dietro.  Sembra Charlotte...ed è buffo, fa ridere da morire.
È incredibile come questi esseri così piccoli, possano farsi amare così profondamente. Ed è incredibile l'immenso vuoto che lasciano, quando le nostre vite si separano.
Non riesco a non pensare al povero cucciolo Cecè, ed a tutti gli altri che, in questo periodo hanno vissuto le stesse sofferenze e la stessa sorte purtroppo.
Mi ha fatto molto piacere l'intervento di Michela Brambilla, a cui il dolore della famiglia di Cecè è arrivato e a cui nemmeno lei è rimasta indifferente.
In un momento in cui, la nostra Italia è in piena rivoluzione, per tutto ciò che dovrebbe riformare il ns ordinamento, per i troppi tagli, per lo scarso controllo sul territorio; nonostante tutto ciò che sta accadendo, c'è una rivoluzione più interna che si muove gridando giustizia. È la rivoluzione di chi ogni giorno combatte la cattiveria di alcuni esseri, che mi perdonerete se non definisco umani, salvando ogni giorno cani e gatti da morte certa, da avvelenamento, da abbandono.
Una società in cui per andare in vacanza si abbandona un cane, è una società che non ha più valori, non ha più dignità.
Una società ignorante nella quale, pochi, la minoranza per fortuna, si accaniscono contro esseri indifesi, per il puro piacere sadico di fare male. Questi esseri, hanno bisogno di cure, serie però è non invidio affatto chi vive con loro.
La vita merita rispetto, in tutte le sue forme.
La vita merita attenzione, dedizione ed amore.
In questi giorni, ho conosciuto più da vicino, persone simili a me, che amano come me e che si sono strette intorno ad altri esseri umani, per dargli sostegno economico e morale. Non ci vuole molto, basta poco. Basta un po' d'impegno, un po' d'amore.
Io sono una di loro e vorrei ringraziarli tutti uno per uno, perché se anche con idee diverse, avvolte di vendetta, avvolte di pace, hanno dato a ciascuno di noi, indipendentemente dal nostro pensiero, una grande lezione di vita. Mai arrendersi, mai mollare, lottare sempre, pregare insieme.
L'unione fa la forza.
Non serve essere organizzati.
Per sostenere Cecè e la sua famiglia, in tre giorni, spontaneamente si è mobilitata l'Italia intera. Non c'era più nord e sud. Ma tante persone pronte ad aiutare in qualsiasi modo, pronte a dare conforto.
Che poi ci fossero mille idee e mille proposte diverse, non credo sia stato negativo, anzi, magari anche questo è un aiuto.
Il mio ringraziamento va anche alla mamma umana di Cecè ed a tutte quelle persone che hanno messo a nudo il loro dolore, raccontandocelo, facendoci piangere ed avvolte sorridere fra le lacrime.
Volevo complimentarmi con la donna che ha lottato come una guerriera accanto al suo piccolo amico, per la sua dignità e per la compostezza del suo dolore.
Perché nonostante le lacrime, ha condiviso con noi, i suoi ricordi più belli.
A conferma che anche il dolore può essere vissuto con dignità.
Vi ringrazio tutti, perché siete simili a me, perché insieme a voi, nelle vostre parole, mi sono sentita meno sola, meno triste.
Spero che insieme, potremo fare tanto altro.
Spero che le grida di chi ogni giorno si prodiga per chiedere rispetto e diritti per gli animali, vengano ascoltate.
Spero in un mondo migliore.

lunedì 15 febbraio 2016

Ciao Cecè

Lui è Jack, il mio cane, il mio amico; spesso è lui il responsabile dei miei sorrisi all'improvviso, dei miei dialoghi quando in casa sono "sola".
In tanti non credono che loro capiscano ciò che diciamo, non credono che sentano cosa proviamo, ma io ne sono certa. 
Sono convinta che loro siano i nostri angeli pelosi e a quattro zampe, che Dio ci ha messo vicino per renderci la vita meno dura, per consolarci quando le lacrime non possono far altro che scendere, per strapparci una risata quando al mattino avremmo voglia soltanto di tornare sotto le coperte. 
Loro ci salvano la vita, con i loro occhi dolci, con la richiesta muta d'amore e attenzioni. 
Vivono per le nostre carezze, per le nostre passeggiate, per quei dialoghi nei quali uno solo di noi due ha voce, e spesso non siamo noi umani, ma loro, che ogni giorno ci insegnano amore ed umanità. 
Stasera ricordo Cecè, diventato il nipote cane, mio e di tutto il gruppo dei jack russell di cui ho l'onore di fare parte. 
Lui, che è stato portato via all'amore della sua famiglia umana, da un altro essere che di umano non ha nulla; perché chi si diverte a seminare esche avvelenate destinate ad esseri indifesi ed incapaci di difendersi, non può essere definito, essere umano. 
In tutte le persone di questo gruppo, ho riscontrato lo stesso amore e la stessa devozione, che si riscontra in una famiglia. 
Adesso Cecè, è nel paradiso degli angeli custodi, non lascerà mai, la sua amata famiglia , avvolte ne sentirà la mancanza, perché chi ha conosciuto l'amore, non può vivere senza. 
Adesso lui, corre sereno, fra colori e nuvole, guardando lo splendido tramonto che i suoi genitori umani, hanno desiderato per lui. 
E mentre scrivo, lo immagino correre sereno, lontano ormai dai dolori che hanno accompagnato la fine della sua vita. 
Lo immagino con quella coda dritta, le orecchie ondeggianti e quegli occhioni vispi ed allegri. 
Una lacrima scende, non è piacevole separarsi dagli amici. 
Ciao piccolo amico....

sabato 13 febbraio 2016

Spaccato settimanale

È un fine settimana come tanti, in Italia c'è Sanremo con le sue magagne, si discute di famiglia tradizionale e di famiglia arcobaleno; si infiammano gli animi, ci si sente minacciati dallo sconvolgimento che ogni novità porta. Positiva o negativa che sia.
Nel frattempo la gente da noi muore di fame, gli viene tolta la casa, vice in miseria. E sono italiani, come noi.
Vivo in una piccola cittadina nel centro della Sicilia, una macro realtà della penisola. Da noi non si vedono gay in giro mano nella mano, non si baciano in pubblico, non c'è una forte intolleranza, eppure di ignoranza in giro ne ho ascoltata tanta.
Da noi, siamo pieni di immigrati, abbiamo campi profughi e molte strutture di accoglienza.
Da noi più di 60 famiglie italiane, stanno per essere sfrattati e trasferiti in container, perché le loro case, sono pericolanti, anche se costruite poco tempo fa, a cura di una ditta ormai fallita che se ne lava le mani, che ha usato materiali non idonei.
Questa povera gente vivrà nei container....per sempre?!
Intanto nel mondo intorno a noi, la gente continua a morire, i bambini continuano a morire, bruciati vivi in Nigeria, da chi si definisce islamico.
È atroce e senza senso.
Nessuna religione, può volere questo; nessun dio, può volere la morte, di bambini, di innocenti, di persone che hanno la sola colpa di avere qualcosa di diverso.
Io non sono nessuno per giudicare, ma a me tutto questo, oltre a farmi inorridire e commuovere, mi fa riflettere; mi fa vedere cosa succede quando si diventa intolleranti, quando si discrimina, quando si rifiuta il diverso.
La storia, avrebbe già dovuto insegnarci che la diversità ci arricchisce, che la discriminazione porta violenza, abominio, dolore e ci divide.
Solo un popolo unito, nella sua diversità, può essere forte e risanare il proprio Stato e le proprie sorti. Solo l'unione fa la forza.
Questo spaccato di settimana, mi lascia un forte senso di sconfitta sul cuore è una grande amarezza sulle labbra.

martedì 2 febbraio 2016

Amore e legge - corre l'anno 2016....


Da buona cristiana forse, dovrei partecipare ad i Family day, e pensarla come tutti quelli che vi hanno partecipato, e cioè, che la famiglia è una sola, quella tradizionale, fatta da un uomo ed una donna, e sancita dal vincolo del matrimonio.
Come essere umano però, io mi faccio delle domande e mi chiedo come mai, l'Amore, debba essere catalogato e da quando soprattutto questo, sia esclusiva degli eterosessuali.
Si, perché io sarò scollegata con il resto del mondo che dovrebbe appartenermi, ma io ho un'idea completamente diversa della Famiglia.
Naturalmente ad ognuno di noi, viene più facile partire dalla propria storia personale, ma io stavolta, voglio partire da ciò che mi dice il cervello, per la realtà che vivo e per finire poi, a cosa mi dice il cuore.
Ormai è chiaro, che viviamo in una società dove l'eterosessualità, non è più la regola, ma costituisce semplicemente una parte, la più diffusa fino a questo momento, della nostra realtà.
Questo però, ci porta a fare i conti, con il diverso. Diverso semplicemente per orientamento sessuale, non certo per capacità di amare.
Non posso sicuramente essere d'accordo con chi, pensa che sia un'aberrazione o peggio una deviazione o una malattia, il fatto di essere omosessuale.
Ho conosciuto diverse persone che vivono una sessualità diversa dalla mia, ma li ho trovati perfettamente simili a me, perfettamente "normali", sempre se stabiliamo prima quali siano i canoni di normalità.
Mi è capitato invece di incontrare eterosessuali decisamente odiosi e da evitarli come avessero la peste.
Ma questa è una caratteristica del tutto umana, non tutti possiamo essere compatibili e decisamente, ognuno ha i suoi gusti.
Premesso quindi, che non ho nessun preconcetto, cerco di scendere ancora più nel profondo in una discussione che chiamare scottante, è dir poco. E' come pretendere di prendere in mano dei tizzoni senza bruciarsi.
Questo naturalmente è solo il mio pensiero e naturalmente mi farebbe piacere che ognuno di voi, dicesse il proprio, così magari, la discussione smette di essere un monologo e diventa senz'altro molto più interessante.
Penso che la famiglia, come dice l'immagine sopra, sia il luogo dove l'amore inizia e non si esaurisce mai.
Purtroppo ogni giorno, si ascolta nei telegiornali di famiglie distrutte dalla follia, dalla gelosia, dal dolore e dal disagio psicologico di soggetti che vengono autorizzati dalla legge a costruire una famiglia solo per il fatto di essere di orientamento sessuale etero.
Potrebbe succedere ovunque per carità, ma purtroppo noi etero, non siamo certo un esempio da seguire in molti casi.
Le nostre famiglie, apparentemente normali, purtroppo sono spesso fatte da apparenze, ma dietro lo specchio dorato si nascondono le crepe della menzogna, del tradimento, della violenza e dell'abbandono.
E' innegabile che questa sia una realtà fin troppo diffusa ai nostri giorni e forse più che preoccuparci  di ostacolare le unioni omosessuali, dovremmo preoccuparci di fare qualcosa che aiuti le famiglie che già ci sono. 
Ho sentito in televisione diverse opinioni di famiglie intervenute al family day e non mi sono sembrate diverse, da commenti sentiti spesso da altre religioni un po' troppo estremiste.
Mi sono sembrati commenti di fanatici. Sentire dire, che ognuno è libero di fare ciò che vuole, che due uomini possono amarsi, ma non devono farlo in pubblico. "A casa loro, sono liberi di fare ciò che vogliono".
Questa frase, mi è tanto sembrata razzista, e in una società che si fonda sulla democrazia, mi è sembrata ghettizzante ed emarginante. 
Perché mai, in una società democratica, qualcuno dovrebbe nascondersi se invece di amare una persona di sesso opposto, ama una persona dello stesso sesso?
L'amore, è sempre amore; non conosce sesso, età, estrazione sociale o tanti altri preconcetti creati dagli uomini.
Penso che due uomini/donne, che si amano e decidono di vivere insieme, hanno diritto ad avere gli stessi diritti e doveri, di una coppia etero che sia sposata civilmente.
Quindi, vogliamo chiamarli matrimoni o unioni civili, credo che visto che sono ormai una realtà, uno stato democratico, abbia il dovere di dare dei diritti a chi non ne ha, e regolamentare ciò che altrimenti sarebbe esclusivamente a discrezione di un giudice.
Non credo che sia giusto lasciare alla magistratura, ed a discrezione di persone diverse per pensiero e per stato emotivo, per idee e per orientamento religioso e sessuale, il compito assai arduo di dover legiferare su qualcosa di così delicato e non credo che sia giusto, dover arrivare in tribunale per avere i propri diritti.
Credo invece che debba essere lo Stato, ad essere coraggioso e a prendere le decisioni necessarie, affinché vengano dati diritti a chi in questo momento ne è privo, ed è cittadino, esattamente come gli altri. 
Come gli altri, paga le tasse, lavora e vive in questo Stato.
E penso che bisognerebbe educare i propri figli, alla diversità, all'amore ed al rispetto e non certamente all'intolleranza.
Altro concetto, molto delicato, introdotto dalla legge Cirinnà, è quello dell'adozione del figlio del compagno convivente, rimasto orfano o con un solo genitore.
Premessa: penso che la pratica dell'utero in affitto, sia abominevole e di totale scempio per una società civile, e credo sia ingiusto sfruttare una donna per comparare il bambino che porta in grembo.
Purtroppo però, molti stati europei, non sono d'accordo con il mio pensiero, e quindi hanno legalizzato anche questa pratica, come quella della fecondazione eterodossa;  in Italia però, la legge 40 per fortuna, limita e vieta queste pratiche, e la legge Cirinnà, non fa alcun riferimento ad un cambiamento in questo senso.
Questa situazione però, vicina a casa nostra, fa si, che si sviluppi un vero e proprio turismo procreativo, da parte di coppie omosessuali o di single, che desiderano essere genitori.
Questi figli, quindi, esistono già, e vivono nel nostro bel paese. 
E' a questi bambini che la legge si rivolge, cercando di tutelarli e di dare loro diritti come tutti gli altri.
Quindi, non è cercare di fare spazio alle pratiche di cui sopra, ma semplicemente dare possibilità a questi bambini di avere dei diritti.
 E' un modo, per non far si che siano diversi, per dargli la possibilità di non essere strappati alla madre/padre, che non sono naturali, ma da cui sono stati magari cresciuti con amore e con sacrificio, se la loro madre/padre naturale, dovessero venire a mancare.
Diritto per altro, concesso alle famiglie eterosessuali o alle coppie di fatto, che convivono da almeno tre anni.
Ora, vi prego, sorvolo sulle fesserie a mio modo di pensare secondo le quali, un figlio di omosessuali diventerà omosessuale a sua volta o peggio, crescerà con seri problemi comportamentali.
Tanti genitori eterosessuali, hanno fatto danni enormi, sulla psiche di bambini innocenti, che erano magari riusciti a concepire naturalmente o ad adottare.
Ho letto tante storie di bambini cresciuti da omosessuali, che non avevano nulla di diverso dagli altri.
Ho letto poi, di una donna che sosteneva che le è mancato conoscere il proprio genitore naturale, che ha accusato un vuoto enorme e per questo diceva che era contraria alle unioni omosessuali e quindi all'adozione di cui ho parlato fin ora.
A questo punto, faccio una provocazione: fermate le adozioni! Tutte le adozioni.
Metterete questi poveri figli, in famiglie dove non hanno un solo genitore biologico, e si chiederanno sempre se quel vuoto potrebbe essere colmato se fossero cresciuti con i genitori naturali.
Quindi, fermate le adozioni!
Lasciate che tutti questi bimbi, rimangano orfani!

Oppure, cambiate la legge sulle adozioni. Date la possibilità di far conoscere ai figli adottati che lo desiderassero, i propri genitori naturali.

Vengo a me...
Figlia adottiva, che conosce i propri genitori naturali.
L'amore, non lo fa un legame di sangue.
L'amore, lo crei giorno per giorno, con sacrificio, dedizione, attenzioni, volontà.
Penso a tutti quei bambini maltrattati, abusati, bistrattati ed abbandonati. 
Chiedete a loro, se gli importa che orientamento sessuale abbiano gli esseri umani che li hanno distrutti, o se avessero semplicemente voluto per sé, esseri umani dolci, che li avessero amati, rispettati, accompagnati nel mondo, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.
Forse non sarà facile per un bimbo, non poter mai cambiare papà o mamma, ma non è una parola a fare l'amore.
L'amore, o c'è e lo provi o non lo provi, e non dipende certo dal tuo sesso.
Il vuoto che ti lascia la mancanza di un genitore biologico, lo può riempire solo l'amore.
Famiglia, è dove questo amore, non manca mai, nonostante le difficoltà, nonostante la sofferenza e la diversità.
L'amore, non conosce sesso, religione, estrazione sociale.
L'Amore è dove la vita di un figlio inizia ed a piccoli passi fa famiglia, piena d'amore infinito.
L'Amore, semplicemente è il senso della vita.

venerdì 29 gennaio 2016

Rispetto per noi italiani.


Io non ne posso più!
Ora ciò che sto dicendo sicuramente infurierà moltissima gente, e premetto che il razzismo proprio non mi appartiene, ma ci sono due cose di questo periodo qui in Italia che davvero mi mandano in bestia e mi fanno stare male. 
Tutta questa gente che scappa dal proprio paese perché vive una vita che non è possibile definire tale, mi fa molta pena. Molti di loro, hanno il viso segnato dal vuoto di chi ha visto troppo, di chi la morte la conosce bene e ci va a braccetto ogni giorno. 
Mi dispiace per tutta questa gente, e credo che si dovrebbe fare per loro qualcosa di concreto ed umano. Qualcosa che abbia senso e che sia anche coerente e rispettoso del paese che li accoglie e della sua economia. 
Non credo quindi, che ospitarli in alberghi di lusso, pagare loro ricariche, telefono e quant'altro, sia in linea con ciò che chiamiamo aiuto umanitario. 
Non credo che lo sia, buttare il cibo nella spazzatura, perché non è di loro gradimento, non è, non fare il presepe, togliere i crocifissi e non fare i canti di Natale. 
Se io ospito qualcuno a casa mia, non gli permetto certo di mettere regole nuove o di dettarle, nè penso che si offenda se sul mio letto trova un capezzale raffigurante la madonna con il bambino, anche se so che è di un'altra religione. E mi guarderei bene dal coprirlo o peggio, dal toglierlo. 
Sei mio ospite, io ti offro tutto ciò che posso, tu, attieniti alle regole. 
Non scendo ulteriormente in dettagli,perché finirei per fare solo retorica e non voglio nemmeno parlare dei comportamenti davvero poco rispettosi e volgari, che alcuni di loro tengono. Non voglio generalizzare, ma purtroppo per colpa di qualcuno, il mondo in cui vivo, si sta incamminando verso un'intolleranza, che il nostro passato conosce bene e che avrebbe dovuto insegnarci qualcosa, ma evidentemente gli errori si ripetono. 
Corsi e ricorsi storici, avrebbe affermato il mio professore delle superiori. 
Un'altra cosa che mi provoca sofferenza, sono i servizi di alcuni giornalisti, bravi con le parole, che parlano delle numerose stragi che purtroppo avvengono giornalmente nei nostri mari. 
Ieri sera, guardavo rai1 ed è iniziato porta a porta. Già dalla copertina di apertura, una foto, del bimbo siriano ormai noto al grande pubblico, riverso sulla spiaggia. Un corpo cono inerme. Di sottofondo la giornalista assai brava nel racconto, parlava del dolore, della disperazione, della paura di quei bimbi inghiottiti dal mare, strappati alle braccia della mamma. 
Adesso, io sono mamma, e solo a sentire certe cose, sto male. 
Ora io non parlo di un normale malessere di chi, ha un risveglio di coscienza, io parlo di dolore, di chi rimane impotente a guardare e non può salvare degli innocenti che non hanno colpa è forse nemmeno capiscono, perché. 
Quindi, vorrei dire, ai nostri giornalisti, agli uomini di spettacolo che non bisogna essere sciacalli, che non bisogna giocare con la morte di ogni singola anima, per fare ascolti. Questo non è sensibilizzare le coscienze, è creare spettacolo sulla morte. 
La morte ha bisogno di rispetto, di silenzio, di sobrietà. 
Non raccontatemi la favola dell'informazione, ormai non ci credo più. 
Rispetto per chi perde la vita e per chi, nonostante abbia perso tutto, rimane. 
Rispetto per chi soffre a guardare tutto questo, per i tanti che si sbracciano ed aiutano, per tutti gli italiani che hanno già i loro dolori e affrontano la vita con coraggio. 
Per gli italiani che sarebbero felici di essere trattati alla pari dei migranti ed invece dormono in macchina, magari con un crocifisso che pende dallo specchietto. 
Silenzio per tutti quelli che non si sono buttati in mare per salvare anche solo uno di quei bambini. 
Silenzio per chi pensa che qui, può fare quello che vuole, che non ha rispetto della vita umana.