giovedì 15 marzo 2012

Basta!!!

Quante volte la vita ti porta al limite?

Quante volte succede che sei lì, ad un passo, in silenzio e vorresti urlare?

Vorrei starmene al centro del mondo ed urlare ed invece sto in silenzio. Cupo, triste, affranto, doloroso silenzio.

Vorrei prendere l'auto e correre lontano. Vorrei vedere dove inizia e dove finisce la linea di mezzadria. Vorrei...vorrei... troppi vorrei, troppa poca volontà...

Silenzio mi circonda, dentro e fuori di me. Soprattutto dentro però. Odio la falsità, odio l'ipocrisia, odio chi punta il dito verso un altro eppure dovrebbe almeno guardarsi allo specchio prima di farlo. Odio i giudizi di chi non sa, ma sa come ferire. Odio chi giudica senza sapere e chi sa, e fa lo stesso. Chi si schiera dalla parte di chi è più forte, perchè non ha il coraggio di dire quello che pensa o semplicemente perchè non ha il coraggio di pensare nulla. Odio il perbenismo sprecato, quello inutile, quello ipocrita. Quante volte il bue dice cornuto all'asino?

In alcuni momenti mi sento una rabbia enorme covare dentro, una rabbia che non ha confini, che se venisse fuori, distruggerebbe tutto. C'è fin troppo dentro di me, ho paura che il fiume finisca per rompere gli argini, e che l'acqua possa tirar via tutto quanto. Tutto il cattivo e magari, ma anche tutto il buono che rimane...

Perchè è così che fa la rabbia, trascina via tutto quanto, distrugge ogni cosa al suo passaggio. Come un uragano.

Ma non è meglio che, questa rabbia venga fuori? Non è meglio che, il silenzio smetta di far male? Non è meglio vuotare la propria anima e smetterla di farne un ripostiglio?

martedì 13 marzo 2012

La dura scelta di una mamma

Per tanti mesi, ho pensato e ripensato di rimettermi a lavorare!

Pensavo che ancora il mio cucciolo era troppo piccolo, pensavo che dovevo prendermi cura di lui, che dovevo accudirlo bene, che mi ero presa la responsabilità di crescerlo, quando avevo deciso di averlo.

Quando ho desiderato un figlio con tutte le mie forze, ho deciso con il romanticismo delle neomamme, che lo avrei cresciuto io, che non avrei permesso a nessuno di vivere con il mio cucciolo quei momenti unici che solo una mamma può gustarsi appieno e può farlo soltanto stando sempre con lui.

E così ho fatto.

Poi, ad un certo punto è diventato davvero molto difficile. Ho dovuto privarmi di ogni mio spazio, di ogni esigenza, il mio adorabile bambino era davvero molto esigente. Ora, se dicessi di averlo fatto con assoluta spontaneità direi una bestialità. In me, c'è sempre stata una parte egoista che diceva di non sacrificarmi, almeno non in toto. Non è stato facile, non è stato semplice, ma è stato un bene, per lui e per me, che grazie a lui ho imparato a fare la mamma.

Ho scoperto che per quanto istinto materno hai, davanti ad un neonato che urla in continuazione e non dorme mai, la pazienza ti scappa comunque. Ed ho imparato a miei spese, e a quelle di mio figlio, che mamme si diventa. Non ci si nasce. Che è un'esperienza bellissima e frustrante. Ed è difficile e meraviglioso.

Poi, man mano che lui iniziò a crescere, riecco l'idea di rimettersi a lavorare. Ma c'è crisi, il lavoro non si trova, ci sono un sacco di problemi. Figuriamoci se si trova facilmente. Bene, ho fatto un solo colloquio, ed è andato alla grande. Oggi la conferma, domani inizio.

Nel momento in cui ho deciso che avrei lavorato, ecco, il lavoro è venuto da me! Legge dell'attrazione? si, penso di si. Attraiamo ciò a cui pensiamo di più, quello che è il fulcro dei ns. pensieri. Positivi o negativi che siano.

Ma poco fa, entro in camera e guardo il mio bimbo abbandonato sul letto, nella braccia di Morfeo. Mi distendo accanto a lui, ne respiro l'odore, tocco quella sua testolina tonda, lui mette una manina intorno alla mia, proprio come nella ns. foto sopra, e mi scende una lacrima.
Dentro ogni donna che è mamma, c'è questo combattimento, questo senso di colpa, questo senso di impotenza e di abbandono. C'è il desiderio di migliorare e la paura di farlo. C'è questo affidare la vita di tuo figlio, il suo carattere, la sua crescita, alle maestre dell'asilo, alle nonne, e a Dio, che lo protegge e lo guarda sempre da lassù. E mentre scrivo tutto questo, ecco che ancora lacrime scendono sulle guance, perchè è dura per me, ricominciare tutto. Lo desidero e lo temo.

In queste lacrime c'è tutto. Liberazione e paura. Fallimento e gioia.

Ricerca costante di una felicità avvolte troppo difficile da inseguire, avvolte così fragile, avvolte così complicata, eppure irrinunciabile.

Eppure non possiamo fermarci. Rinunciare vorrebbe dire non vivere. Ed io so, che sono fortunata. So, che dentro di me, ho ancora un cuore che batte e che ama. E che se, i miei giorni sulla terra non sono infiniti, di me, ci sarà sempre qualcosa e gli occhi di mio figlio, ne saranno sempre lo specchio indissolubile.

domenica 11 marzo 2012

Mai rinunciare...

Una persona può incontrare il suo sogno sulla strada che aveva scelto di evitare

La frase è del grande Paulo Coelho, uno dei miei autori preferiti, un uomo che nella semplicità della sua scrittura, riesce a farmi riflettere, riesce a far parlare il mio cuore e la mia anima, ad aprirli alle sue parole. Non si legge solo con gli occhi, la bocca, il cervello, si legge con il cuore. Se ciò che stiamo leggendo riesce ad attraversarlo, a suscitare delle emozioni, delle sensazioni. Se riusciamo a sentire le emozioni che sentirebbe il protagonista del romanzo, allora quel libro ci lascerà veramente qualcosa, ci arricchirà di qualcosa di speciale e lascerà una traccia nelle ns. vite.

La prima volta, che ho avuto quest'esperienza è stato circa 15 anni fa, ed era proprio un suo libro, che poi mi ha aperto un mondo. Si chiama "sulla sponda del fiume Piedra...". Un libro meraviglioso, che ti fa essere pellegrino, che ti fa percorrere un sacco di strada per arrivare sulle sue sponde a piangere ed a far diventare le tue lacrime, un tutt'uno con le sue acque. Che ti fa, dare un senso al dolore, che ti fa accettare che nella vita, esiste l'impossibile, nonostante tutto.

Ma torniamo alla frase con cui ho voluto iniziare. Ieri, quando l'ho letta, sulla mia pagina Facebook, mi ha subito colpita.

Tutti facciamo delle scelte, ogni giorno, ed ogni giorno, siamo obbligati ad essere coerenti, a portarle avanti, a sostenerle, avvolte fino allo stremo delle forze, avvolte contro ogni logica. Avvolte anche davanti all'evidenza. Eppure, anche il momento che avvolte ci sembra più nero, quello costellato da ogni imprevisto, da ogni "maledizione" alla fine, può trasformarsi nella strada giusta, nel momento giusto. Basta un attimo e succede proprio quello che non ti saresti aspettato che accadesse. Avvolte è  un grande amore che travolge ed inonda la tua vita, avvolte è una svolta lavorativa importante, avvolte è il grande amore di un figlio.

Quello che so, è che non bisogna mai arrendersi, che non bisogna disperare, che non bisogna arrendersi mai. Che bisogna forse affidarsi e cercare il positivo, perchè l'energia positiva, attrae altra energia positiva, perchè il destino dell'uomo è quello di essere felice. Perchè siamo proprio noi, i peggiori nemici della ns. felicità.

Per esperienza posso dire, che proprio quelli che nella mia vita, erano i momenti peggiori, poi si sono rivelati l'inizio di qualcosa di meraviglioso.

Ci sono stati giorni così difficili e tristi, che mi sembrava quasi di annegare nelle mie stesse lacrime; invece poi, d'improvviso, non un raggio, ma un meraviglioso sole ha iniziato a squarciare le tenebre e si è messo a risplendere illuminando ogni cosa, riscaldandomi il cuore e l'anima, guarendo le ferite lasciate dal dolore. Ci si può rialzare sempre. Sempre, si possono asciugare le lacrime e sempre quelle lacrime versate, hanno avuto una ragione. Sono proprio le lacrime che scaricano il brutto che c'è nel dolore. Dagli occhi gonfi, si riparte perchè la meta è troppo importante.

Voglio finire con una frase che una persona a me cara, mi ha detto l'altro giorno:

"Mai rinunciare. Mai accontentarsi quando si tratta di raggiungere un ambito traguardo o la felicità"

venerdì 9 marzo 2012

Donne



Donne...

Tutte diverse, tutte strane, tutti mondi separati che come piccoli satelliti, girano intorno ad un sole, quello della vita.

Donne innamorate della vita, donne innamorate e basta. Donne che odiano, si vendicano, e sanno essere cattive e spietate come nessuno. Donne dolci e comprensive. Donne vittime. Donne serene, spensierate, dallo sguardo pulito, dagli occhi limpidi...

Donne.

Necessità del ns. tempo. Cosa ne sarebbe la vita senza? Senza quei sorrisi che si accendono all'improvviso e rallegrano una buia giornata. Senza il silenzio di alcuni momenti in cui le parole non servono. Senza le braccia pronte a stringerci ogni qual volta ne abbiamo bisogno, senza le linguacce, le mani, le schiene nude e senza quelle labbra di miele.

Un pensiero va, a tutte quelle donne sole, indifese, vittime. Non si sceglie di esserlo, lo si diventa per uno strano gioco del destino. Ed è difficile uscirne.

Da queste pagine, mi rivolgo a tutte loro, alle loro storie, ai loro momenti di paura, ai loro momenti di sconforto e vi dico di non mollare, perchè ogni giorno, sempre, c'è una via d'uscita. Ogni istante potete riprendervi la vostra vita e farla volare ancora. Potrete ancora avere la leggerezza di un aquilone. Chiedete aiuto, non vergognatevi. Non siamo invincibili, siamo umane.

A tutte le donne del mondo, dico di continuare a sperare nella vita, nel mondo, nella gente e di continuare a credere nell'amore. Perchè è proprio l'amore che muove il mondo.

A noi tutte, auguro che la morte ci trovi vive e magari il più tardi possibile.

A tutti gli uomini del mondo, dico che, hanno un tesoro accanto e non dovrebbero mai darlo per scontato, mai pensare che si festeggia la donna l'8 marzo. La donna merita rispetto e amore ogni giorno. Abbiate cura di noi, esseri forti, coraggiosi e fragili. Prendeteci per mano, ed insieme forse, potremo volare.

Auguri donne.

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domenica 4 marzo 2012

Il cuore che batte...

Non so cosa mi succeda oggi, non so spiegarvelo ed a titolo informativo, per rassicurare tutti, premetto che, non ho problemi cardiaci, che, il mio cuore sta benissimo.

Oggi è sabato, è stato un sabato di sole, in realtà un pò sfortunato perchè il mio piccino stamattina si è svegliato con un febbrone, e vedere un piccolino soffrire per la febbre così alta, senza poter far nulla è un pò frustrante.



Detto ciò, è stata

una mattinata frenetica, piena di cose da fare e spesso mi dico che è una fortuna, per chi come me, non è abituata a star ferma e ci sta male quando ne è costretta...

Insomma, fina

lmente oggi pomeriggio mi sono coricata, stranamente, e sentivo il cuore esplodermi in petto, sentivo battere questo cuore anomalo ad un battito inconsueto. Batte forte, come volesse saltarmi in petto e non so perchè. Mentre ero a letto, non so perchè, ho avuto la sensazione che stava succedendo qualcosa di buono, qualcosa di importante davvero. Non so dirvi in questo momento che cosa, ma vi assicuro che è una sensazione forte e reale.

Non so cosa mi succede, se a qualcuno è mai successo, vi va di raccontarmelo?

Io credo fortissimamente nel mio istinto e nelle mie sensazioni. Ci credo profondamente e spero di tutto cuore di capire presto a cosa si riferiscono e vi prometto che vi terrò aggiornati.

Ogni giorno che passa, sento la primavera entrare nella mia vita, a piccoli passi....

venerdì 2 marzo 2012

Marzo e la primavera alle porte...

C'è una splendida giornata di sole stamattina. Sembra proprio, che dopo un inverno freddo e gelido, la primavera stia davvero per arrivare.

Quando il cielo è blu e le nuvole sembrano zucchero filato, quando il sole risplende alto nel cielo, quando il tepore ti riscalda e ti fa star bene, sembra che la primavera, anche per te, sia una nuova rinascita. Sembra che tutto il mondo intorno a te, stia cambiando e che, anche tu, come i fiori, possa tornare a sbocciare ed a vestirti di quei colori pastelli che rendono allegro il mondo.

Avvolte si desidera la gioia, si desidera e si brama la felicità. Poi ti guardi intorno e la scopri, tutta intorno a te. Scopri il mondo, piano piano, come se lo vedessi per la prima volta e ti accorgi di quanto tutto diventa relativo, di quanto anche il male diventa relativo e di quanto il bene sia l'unica cosa che, alla fine paga.

Certe volte siamo colti e circondati da rabbia, da desiderio di vendetta, da furore. Non ci accorgiamo che a lungo andare tutto questo, non fa altro che consumarci lentamente, spegnendo quella luce nei ns. occhi che ci rende vivi e vitali. Ogni giorno, quella luce viene soffocata dal dolore e dal rancore. Solo praticando la gioia, solo pensando a tutto il bene che ci circonda, possiamo riaccenderla, possiamo farla risplendere, possiamo sentirci nuovamente vivi.

Non è facile, ma non c'è nulla di veramente importante che lo sia.