giovedì 5 novembre 2015

Io sono.

Sono giorni strani questi, un autunno caldo sulla soglia di casa, ed un tiepido sole riscalda innaturalmente l'aria intorno.  
Senza un apparente motivo il passato remoto della mia vita, mi si ripropone agli occhi, come un vecchio film. 
Come una vecchia pellicola, graffiata e saltellante, con le immagini ingiallite dal tempo, mi si ripropone sotto agli occhi. E rivedo due me stessa. QUELLA me vera, autentica, che soffriva ma senza mollare e l'ALTRA me, disegnata dagli altri, dalle loro idee, dalla scarsa voglia di andare oltre quel l'apparenza da dura. 
Sono sempre stata dipinta, in un modo che non mi apparteneva, che non era nemmeno lontanamente ciò che ero davvero. 
E poi, le etichette sono così, ti rimangono appiccicate addosso, come quelle spighe che ci si tirava da bambini, ti rimanevano nelle maglie dei vestiti nonostante facessi di tutto per farle andare via. 
Per tutta la vita ho tentato di dimostrare di cosa davvero fossi fatta, ho cercato di far vedere la differenza, ma è sempre stato inutile. 
Solo chi ha avuto la curiosità di conoscermi veramente è riuscito ad andare oltre ad uno stupido stereotipo, ed ha conosciuto ME. 
Per ciò che mi riguarda, ancora oggi, le cattiverie non mancano, eppure, dopo la rabbia iniziale, finisce per non importarmi più. 
Ho la coscienza pulita, non devo spiegare, provare a discolparmi, trovare delle spiegazioni. Chi mi ama, è andato infondo al mio essere e sa chi sono. 
Il resto è solo accessorio. 
Come i soprammobili che accumuliamo nelle credenze, li spolveriamo ogni tanto, ci dispiace se avvolte qualcuno si rompe, eppure non dipende da questo la nostra vita. 

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