domenica 8 novembre 2015

Bimbi




Oggi mi è capitata fra le mani questa foto di una Pasqua di qualche anno fa, è più la guardavo, più pensavo a tutto quello che vivevo in quel periodo. 
Questo cucciolo indaffarato a far pulizie, è sempre stato molto vivace, fin da neonato. 
Per i primi suoi nove mesi di vita, praticamente passava il suo tempo a piangere e non dormiva mai. 
Quando dico MAI, non è tanto per dire, era davvero mai. Passavamo un'ora nel tentativo di farlo addormentare, è appena aveva preso sonno, lo poggiavamo il più delicatamente possibile nella culla. Ma come per magia, appena l'ultimo cm delle ns mani si staccava da lui, è il suo corpo toccava materasso, ecco che partiva un pianto disperato. 
Penso che se mai aveste voglia di torturare qualcuno nella vita, dovreste pensare alle mie parole. Il pianto ininterrotto di un neonato è fra i mezzi di tortura più terribili, perché ti entra nel cervello e ci fa casa, in modo che tu lo senta anche quando non c'è. 
Quando vivevo quei momenti, invidiavo chi, aveva dei bimbi da manuale, invidiavo anche quei pazzi che, decidevano di fare subito il secondo. Mi sembrava assurdo. 
Non posso negare che è stato uno dei momenti più difficili della mia vita. Non posso non ammettere che ho temuto per la mia sanità mentale. 
In quel momento non vedevo l'ora che crescesse, che fosse più autonomo, più gestibile. 
Non avevo capito nulla. 
"Figli buchi guai nichi, figli ranni guai ranni". 
Bene, i miei antenati avevano proprio ragione. È il peggio è, che il bello deve ancora venire. 
Adesso lo guardò, ha cinque anni, la capacità di farmi diventare più cattiva di Crudelia Demon, è il visino più bello che ho mai visto. 
L'altra sera, in un attimo insolito di pace, lo guardavo e pensavo che, sta davvero crescendo. Sta cambiando, sta facendo tanti progressi, anche se le regressioni sono sempre dietro l'angolo. 
Lo guardavo, e pensavo che è lui il grande amore della mia vita. Senza nulla togliere all'amore fra uomo e donna, quello per un figlio, è il solo che nel momento in cui inizia, sai già che sarà per sempre. 
Il mio diavoletto cresce, in autonomia, anche troppa, e ci fa diventare pazzi. Avvolte mi fa rimpiangere quando era piccolo, quando piangeva sempre. Cosa che per altro, ahimè, ama ancora fare. 
La verità è che il compito dei genitori è difficile e spesso ci fa diventare matti. Ci fa rimpiangere quando la nostra unica responsabilità eravamo noi stessi. 
Ma non potrei più vivere senza lui. 
Io ogni giorno gli dono un po' di me e quel poco che ho imparato dalla vita e lui, mi salva ogni giorno dal dolore, dalla tristezza, e mi dà sempre una motivazione ad essere una persona migliore.   

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