mercoledì 13 maggio 2015

Il diritto di essere Italiani

Volevo mostrarvi la mia terra, di sole e mare, la mia Sicilia, dal mare splendido, dalle distese di sabbia, dalle grandi albe, dai coloratissimi tramonti.
Questa è la mia terra e vi sembrerà strano, ma entrambe le foto, rappresentano proprio la mia Sicilia, rappresentano ciò che è diventato il suo mare, dove noi coraggiosamente andiamo ancora a passare le vacanze,dove facciamo il bagno.
Qualcuno di voi, farebbe il bagno in una tomba?
Scommetto che nessuno di voi, risponderebbe di si, eppure, qualcuno avrà organizzato le vacanze in Sicilia, per il suo mare, per le sue spiagge.
Ma questo bellissimo mare, ormai, è diventato proprio una tomba, a causa degli innumerevoli sbarchi e di conseguenza della moltitudine di persone che disgraziatamente ha perso la vita, in quel piccolo pezzo di mare, che li collega alla probabile salvezza.
Questa gente, nel loro paese dilaniato dalla violenza e dall'odio, andrebbe incontro a morte certa, e cerca una possibilità, anche solo su un milione, di sfuggire a tutto questo, di farcela a sopravvivere.
Quello che devono attraversare e superare per arrivare fin sulle nostre coste, è tremendo, e forse ai nostri occhi è totalmente inimmaginabile. 
Non possiamo immaginare e capire, l'incredibile dose di violenza, dolore, sofferenza che uomini, ma anche donne e bambini, hanno visto in faccia, o peggio, vissuto sulla propria pelle.
E purtroppo sono in tantissimi a non riuscire a guardare in faccia la salvezza, sono in tantissimi a non poter avere una speranza di sopravvivenza.
A tutti loro, va il mio pensiero ogni volta che guardo il mio splendido mare, ogni volta che mi perdo con lo sguardo all'orizzonte.
 Ma porca miseria, io difronte a questo dolore, mi sento indignata!
Perchè non è materialmente possibile che chi ci governa, non solo non faccia nulla, ma peggio, speculi sugli introiti che questo ormai, triste business, porta.
Ma la mia terra, la Sicilia, non è solo questo; e con essa, nemmeno la più vasta Italia.
Purtroppo mentre ogni nostro spazio vitale, viene "invaso" dagli immigrati e i centri di accoglienza trasbordano di persone, ci sono un sacco di altri problemi che ci stanno letteralmente mettendo in ginocchio.
Questa foto è solo un esempio della situazione, che imperversa al di fuori dei nostri campi profughi, dai quali questa gente spesso scappa, per raggiungere altre destinazioni o semplicemente per nascondersi.
Le nostre strade sono strapiene di questa gente e fra di loro, sono sicura ci saranno persone bravissime, anzi, sicuramente saranno la maggioranza. Ma fra loro, indipendentemente da razza o religione, ci sono persone che non hanno più nulla da perdere e che per le assurde leggi del nostro paese, non corrono nessun rischio.
Ecco, è questa l'assurdità. In un paese, che è quello nel quale sei nato e cresciuto, quello che è democratico e che non è in guerra, devi aver paura ad uscire appena fa buio con il passeggino o da sola, perchè apparte i commenti molto poco ortodossi, spesso, devi star attenta a tuo figlio, alla borsa e perfino a te stessa.
Ed è orribile.
Viviamo troppo spesso nella paura, e questo perchè?
 Perchè abbiamo la sfortuna di vivere in paesi a poche miglia nautiche da quelli in difficoltà?
Non è giusto.
L'accoglienza è sacrosanta, ma altrettanto sacrosanto, è il rispetto degli usi e dalla cultura del paese che ti accoglie.
Siamo un paese, in cui, gli italiani, fanno una gran fatica. Un popolo che ha ricostruito l'Italia nel dopoguerra ed ora si trova in povertà, per una pensione da fame, per la disoccupazione che ha raggiunto tassi altissimi.
Io non parlo di statistiche, non guardo i tassi. Io guardo le persone. E penso che più di tutto, siano le immagini a parlare per me.
 Donne e uomini che hanno lavorato un'intera vita, per arrivare alla pensione, per godersi finalmente un po' di vita e di libertà, si ritrovano a cercare fra i rifiuti di un mercato finito, qualcosa che sia ancora commestibile.
Guardate quanta disperazione c'è in questa foto...
Sono persone normali, come la nostra maestra delle elementari, come la nostra vicina di casa, perfino come nostra madre.
Ed è assurdo che un paese in ginocchio in questo modo, debba garantire invece agli stranieri, la sopravvivenza, costringendo il suo popolo a mendicare.
Lungi da me, essere razzista per l'amor di Dio, sono assolutamente d'accordo con l'accoglienza. 
Non sono certo loro, ad essere sbagliati, è il nostro governo che dovrebbe tutelarci ed invece non fa altro che sovraccaricarci di tasse da pagare, non riconoscendoci il minimo diritto.
Io ho una malattia, la conoscete tutti, che porta dolori cronici e che attacca i miei organi, ma per la nostra sanità, io, come tutte le mie compagne di sventura, in questa nostra Italia, non abbiamo il diritto a curarci. Perchè, l'endometriosi non viene riconosciuta, non viene data alcuna esenzione per le molteplici medicine che prendiamo, per i regimi alimentari a cui siamo sottoposte (molte di noi, seguono una dieta molto rigorosa, simile a quella dei celiaci, ed hanno benefici in termine di dolore), per l'invalidità a cui spesso la malattia ci porta.
Mentre gli immigrati, hanno la totale esenzione per qualsiasi spesa medica. E questo è solo un esempio.
Ed anche questa è la nostra bella Italia!
Mi capita spesso di andare a dare una mano, in quelle mense gestite da associazioni di carità che si occupano dei nuovi poveri. 
La prima volta che sono entrata lì, la cosa che mi ha colpito, è stato il forte senso di dignità di chi stava seduto ad aspettare la carità.
Mi ha colpito vedere visi che conoscevo, persone che ho incontrato nel mio cammino. E mi ha colpito la loro dignità nel ricevere, come il nostro sentirci piccolissimi nel dare a loro, che erano stati i nostri bidelli a scuola, i nostri maestri, o interi nuclei familiari con bambini, che potevamo essere noi, per età, per situazione.
Mi è venuta la pelle d'oca, nel rendermi conto di ciò che ci circonda veramente e di quanto questo stato, fatto da uomini, non si renda conto o non vuole rendersi conto, di quanto dolore sta seminando con questa politica fatta da interessi personali e di tutta questa gente senza scrupoli, che non fa altro che lucrare sulla pelle di chi, a fatica riesce a vivere una vita dignitosa.
E' una vergogna, che nel 2015 in Italia, ma non solo, in un paese democratico ed evoluto, debbano accadere cose simili. 
E' una vergogna, che le persone debbano aver paura di uscire per strada. Che si debba aver paura di un attentato, di un pazzo che può fare ciò che vuole, tanto poi le punizioni vengono abbreviate, o del tutto sanate. 
Scusatemi lo sfogo oggi, ma avvolte è così difficile sopravvivere in questa nostra terra, che la chiami Sicilia, Piemonte, Lazio, o qual si voglia, è davvero poco importante.
Siamo la terra dalle mille contraddizioni. Un popolo con mille pregi, ma con il difetto di non saper porre fine a questa politica arrivista e malata, che non pensa al bene del Paese, ma al proprio.
Io non capisco nulla di politica e non sono contro nessuno, ma vedo cosa mi circonda e non posso tacere il mio disappunto per tutto questo.
Probabilmente questo post, solleverà malumori, o come sempre, starete zitti ad ascoltare, ma comunque sia io ho espresso il mio pensiero e magari sarà solo una goccia nel mare, ma il mare è fatto da tante piccole gocce.
Ma nemmeno poi le parole servono davvero se non si cambia. E per cambiare il mondo, si deve partire da se stessi. Solo dopo aver cambiato noi stessi, aver tolto i paraocchi, essersi investiti di umiltà, si potrà iniziare davvero a ribellarsi, ed a cambiare finalmente questa terra, che meriterebbe di essere conosciuta solo per sole, mare e tradizioni meravigliose da raccontare.



4 commenti:

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