mercoledì 9 gennaio 2013

L'epifania, tutte le feste porta via

Riassumo così questi ultimi giorni di festa, i pochi, passati fuori in mezzo alla gente.
Una breve visita in un outlet (finalmente gli sconti!!) addobbato a festa, con mio figlio che come la mamma, si perde nell'incanto delle luci di Natale.
Stesso animo romantico e fortunatamente non "da romantico incompreso" come il suo papà.












E poi finalmente la befana! 
Festa dei bambini, festa un pò degli adulti che si sorprendono di tanta innocenza, di tanta dolcezza e di come i bimbi, vedono una vecchia signora brutta da morire, ed alquanto mal vestita, come BELLA!
Quindi, prima alla stazione fra treni che a me, ricordano i miei anni più belli, quelli passati con mio papà, sui treni, (lui li guidava), a suonare la sirena, per far scappare gli uccellini che si posavano sui binari.

E' stato un bel momento, parlare a mio figlio di quei momenti, ricordarli, sentirsi un pò a casa.
E poi, ostinatamente siamo andati al presepe vivente.


Diciamo che dista da casa almeno un'ora e che io e mio marito, non ci ricordavamo molto la strada, ma tutto sommato, l'abbiamo trovata.
Mettiamoci però, che mio figlio, non ama stare in macchina e che, ogni volta che lo fa, è un lamento costante. In più di un momento, ci siamo chiesti con mio marito chi ce l'avesse fatto fare, e siccome la mandante di queste avventure sono io, mi sono sentita terribilmente in colpa per il mal di testa che ci siamo procurati fino al ns. arrivo.
Ma una volta là, è stata magia.
La magia, non tanto della natività, o non solo almeno, ma di tornare bambini e stupirsi di cose, che non conosciamo più, che ormai non fanno più parte della ns. quotidianità. 


Ed alla fine, il sacro ed il profano che si uniscono e diventano, per i bimbi ed i loro occhi pieni di innocenza, tutt'uno, una fusione per fetta fra i Re Magi e la Befana.


E guardare infine con gli occhi di un bambino, i vecchi mestieri di un tempo, nella Sicilia di tanti anni fa, il falegname, il calzolaio, chi cuciva i piatti, chi lavava i panni. 
Assaggiare anche, i cibi di una volta, il pane caldo "cunsatu cu l'ogliu" il "macco di favi" u "tumazzu friscu", "a ricotta calla", "u bellu biccheri di vinu", "i ciciri scallati", "l'ova duri"e infine "i guasteddri".
E ti sorprendi ad assaporare cose che conosci, ma di cui riscopri un nuovo sapore.


Ed alla fine la grotta, dove le canzoncine che ha imparato all'asilo, iniziano ad avere un senso.
E la magia infine rapisce anche me, la magia della vita che vince sempre sulle avversità e che dona un sorriso, nonostante il freddo, nonostante la povertà. 
E che non guarda nulla, nessuna differenza d'età, nessuna convenzione sociale.
E' la vita che vince.
L'amore che vince sulla morte e sul dolore.

Vi auguro un anno ricco d'amore, di gioia e di serenità.
Auguri a tutti voi.

2 commenti:

  1. Avete concluso proprio bene il periodo natalizio che è diventato occasione per rivisitare vecchie tradizioni e rinnovare magie, bello.
    Sei siciliana? Sono innamorata della Sicilia...
    Ciao, un abbraccio.
    Antonella

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  2. Si, sono siciliana, ed anche io, sono innamorata della mia terra!
    Ciao.

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