sabato 12 gennaio 2013

Gli affetti cari

...e poi ci sono quelle persone "speciali"
Nessuno decide chi sono, nessuno sa chi può diventarlo. Non lo scegliamo e non sappiamo cosa ci poterà.
La verità e' che la vita è imprevedibile. Ci mette a dura prova, ci fa camminare per strade tortuose, per mari in tempesta, per cieli turbolenti. Ma ci da anche, delle ancore, dei punti saldi, dei punti fermi a cui appoggiarci o aggrapparci quando la furia diventa troppo forte per noi.
Sono gli amici, quelli veri, leali, onesti. Sono alcuni familiari, che avvolte sono da esempio, avvolte sono un riferimento.
Non sono tanti, ma forse proprio per questo, hanno un grande valore.
E diventano rapporti particolari, unici.
Vanno al di la' dell'affetto.
Con mia zia e' sempre stato così.
I primi ricordi che ho di lei, non si riferiscono ad un momento bello, ma vivendo distanti, era più facile vedersi nelle "occasioni" e spesso, coincidevano con la morte di qualcuno.
Avevo un tre o forse, quattro anni. Lei era scesa giù con l'aereo, aveva i capelli scompigliati, in aria, e mi fece impressione. Ricordo che mi era venuta in mente una filastrocca che mi avevano insegnato all'asilo ( i bimbi fanno un sacco di collegamenti).
Era solare, aveva un bel sorriso, era truccata (stranezza per me), ed aveva una risata aperta, allegra, argentea. Ed era materna.
Negli anni, è stata anche confidente, quando non mi sentivo capita da nessuno, lei sembrava avere sempre una parola giusta, anche se non è mai stata di molte parole.
I contrasti ci sono stati con gli anni, ed anche abbastanza forti, quel genere di contrasto che può distruggere, ma che fortunatamente non l'ha fatto.
Quando parlo con lei, dismetto le armature. Mi piace stare a chiacchierare con lei, anche se devo ripetere le cose più di una volta ( sordità di famiglia), e mi piace sentirla raccontare della sua vita, del suo essere ragazzina, con una mamma, avvolte troppo simile alla mia. Mi piace quando mi racconta della ragazza che era, di mio padre. Anche lui, attraverso i suoi racconti, diventa più reale, più umano, più normale. Più simile a me.
Lei è mia nonna, la ns. famiglia, sono le uniche cose che mi restano di lui. Un gran tesoro per me, che nella sua risata, che attraverso i suoi sorrisi, riabbraccio il mio papà.
Ho scelto questa immagine, perché vedo tutti noi, come tasselli di un unico puzzle. Solamente se ci sono tutti, il puzzle e' completo.

3 commenti:

  1. Ciao, hai ragione nella vita sono pochissime le persone con cui si crea un rapporto così intenso da potersi considerare le due facce di una stessa persona. A me è successo con un'amica e il nostro rapporto, anche se ci vediamo raramente, è intensissimo. Non è mai successo che una delle due stesse male fisicamente o psichicamente e l'altra non lo sentisse. Lei è stata un grande dono che la vita mi ha fatto
    Ciao, un abbraccio.
    Antonella.

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    1. L'affetto rimane, le persone sono strane, tutti lo siamo.
      Ci sono affetti che resistono ad ogni cosa, ma avvolte bisogna anche saper dare spazio.
      Io l'ho dato, per il finale, mi sa che dobbiamo aspettare...

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