giovedì 20 dicembre 2012

La famiglia


E poi, ci sono giorni, che sono in..... NERA!
E il bello è, che non esiste un vero e proprio perchè.
Mi sono svegliata così, ed ogni tanto, cova in me una rabbia assurda che chissà dove ha radicato le sue origini.
Insomma, va bene così, ma anche no.
Anche stamattina è così, mi sono svegliata male (in realtà non è che abbia molto dormito), e poi, per ora, ho poca sopportazione nei confronti del genere umano.
Il genere umano, che non fa altro che pretendere, che essere ipocrita, che essere subdolo e falso. Il genere umano, che riesce perfettamente a vedere, e con chiarezza, la pagliuzza negli occhi degli altri, ma non si rende minimamente conto, dell'enorme carico di ferro, che si è scaricato nel suo occhio!
Ed io, ho proprio una sorta di avversione verso le persone e verso chi, non fa altro che parlare e giudicare, verso chi, pretende senza mai dare, verso chi, è vigliacco ma pensa di avere il segreto della vita, racchiuso fra le mani.
Ho un'avversione verso il genere umano per eccellenza adesso che ci penso.
E nel periodo di Natale questo si accentua forse. Perchè il Natale dovrebbe essere la festa della famiglia, dell'armonia, della gioia, e io, spesso, non mi riconosco in nulla di tutto questo. Per me, la mia famiglia, sono mio marito e mio figlio. Punto.
Nessun altro, c'è mai stato quando io ne ho avuto bisogno; perchè oggi, dovrebbero rappresentare la mia famiglia?
Cos'è la famiglia?
Me lo chiedo spesso.
Io non ho mai avuto il piacere di tornare "a casa dei miei", come in un luogo nel quale rifugiarsi, nel quale poter stare in pace.
Non ho mai sentito in mia madre, quel rifugio, quell'appoggio, quella comprensione, quell'amore incondizionato, che una mamma dovrebbe avere per i propri figli.
Non ho mai sentito un legame indissolubile. Ci sono sempre stata, mi sono sempre fatta in quattro, ci sarò sempre, ma l'amore, quello vero, io non l'ho mai sentito.
Per carità, non mi è mai mancato nulla, ma l'amore non si misura in carta /moneta.
Le mie feste di Natale, sono sempre state passate in solitudine. Non ho mai avuto un regalo sotto l'albero da scartare, una tavola imbandita, un'atmosfera natalizia, l'attesa del Natale, della nascita di Gesù. Non ho nemmeno mai creduto, a Babbo Natale. Che tristezza....
Dalla mia enorme famiglia, fatta di zii, cugini, non ho mai avuto una parola sincera di aiuto, di sostegno, di solidarietà. Anche quando è morto mio papà, pochi sono stati quelli che realmente ci sono stati per noi, paradossalmente erano più gli estranei.
Chi c'era, ha sofferto della ns. stessa sofferenza, del ns. stesso dolore. Ed era incredibile vedere quanto rispetto, quanto amore, quanta devozione, un uomo solo, potesse essersi guadagnato semplicemente vivendo la sua vita. Una vita normale.
Era incredibile vedere il proprio dolore, riflettersi negli occhi di chi, come me, lo ha amato tanto e non lo dimenticherà mai.
Ma queste cose, segnano la tua vita, ed anche il tuo domani. Perchè se è vero, che chi si è amato, non ci lascia mai, perchè fortunatamente qualcun'Altro, ha vinto la morte per noi, è anche vero che, l'assenza di chi non ha potuto, o non ha voluto, pesa.
Questa non è famiglia. Non è sentirsi per le feste comandate o per i compleanni (quando ci si ricorda), non è dire delle frasi di circostanza, non è il legame di sangue ad unire.
Essere famiglia,  penso voglia dire, essere tutte membra di uno stesso corpo. Autonomi, indipendenti, ma legati insieme.
Ed ora mi chiedo, quando i ns. genitori non ci saranno più, chi ci terrà uniti? Ci perderemo del tutto?
E non è una critica la mia, sono riflessioni che faccio principalmente su me stessa. Perchè io sono la prima, che non prende il telefono, che non si fa sentire, che poi quando lo fa, magari non sa che dire.
Perchè ci si perde?

Come vedete oggi, ho molte idee ed anche parecchio confuse.
Sono da grandi interrogativi.
E se domani dovesse veramente finire il mondo, vorrei realmente delle risposte.

5 commenti:

  1. Mha, avrei dovuto leggere questo post in un altro momento e forse qualche cosa di buono sarei riuscita a dirlo. Oggi mi sono svegliata nelle tue stesse condizioni, non nera nerissima, con me stessa, con il mondo, con il resto dell'umanità. Ho già fatto di tutto litigato in un ufficio, pianto, mi è venuta voglia di disfare l'albero di Natale. Quando è così bisognerebbe cercare di fermarsi sospendere i giudizi, aspettare che venga un altro giorno.
    Ho notato anch'io che queste mie "cattiverie" paradossalmente si fanno sentire di più quando sono piena di buoni sentimenti, appunto a Natale.
    Per quanto riguarda la famiglia io alla fine credo che le famiglie siano tutte uguali, ogni famiglia ha il suo fardello da portare, non esistono famiglie del mulino bianco, non esistono famiglie perfette, al massimo esistono famiglie dove si fa il possibile per restare uniti, per essere sempre gli uni accanto agli altri, ma basta un niente perchè gli equilibri si spezzino.
    Non credo che domani finisca il mondo, ma se così dovesse essere io vorrei essere in uno stato d'animo diverso...spero mi passi e spero passi anche a te.
    Ciao, un abbraccio.
    Antonella

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    1. Io ho la fortuna di avere intorno, persone positive, che mi calmano con la loro stessa presenza.
      E quindi...è passata.
      Ma capisco bene cosa provi.
      Quando parlavo di famiglia, nemmeno io alludevo all'esempio della famiglia del mulino bianco, ma la volontà di provarci è già qualcosa di importante...e non c'è.
      Un abbraccio Antonella.

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    torna a trovarmi. Ciao.

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