sabato 12 novembre 2011

Training autogeno

Giornata di sole e nuvole oggi. In questo momento minaccia pioggia. E io già, mi sento fuori, a riempire i polmoni di aria umida ed aromatizzata, come solo poco prima di un temporale può essere...
e questo mi fa tornare in mente il momento del mio parto: terribile!
Una di quelle cose che vorresti seriamente dimenticare, che se incontro qualcuna oggi, che mi dice che la gioia di un figlio, poi ti fa dimenticare tutto il dolore, gli do una testata che devono prendere una trivella per ritrovarla!!!!!!
Comunque sia, da brava aspirante mamma che si rispetti, io ho fatto tutto ciò che era necessario per prepararmi all'evento che, non lo sapevo, ma mi avrebbe sconvolto la vita. Quindi, anche il corso di preparazione al parto (enorme cavolata, niente e nessuno può prepararti al parto, figuriamoci un equipe di psicologi, ginecologi, ostetrici: UOMINI...mah...) dove uno psicologo che sembrava alquanto effeminato, ma sosteneva di avere moglie e figli (che naturalmente non aveva partorito lui), ci faceva sostenere un corso di training autogeno per partorienti, che in pratica, oltre al parolone, era respirazione controllata e visualizzazione di immagini, che in teoria doveva servire a rilassarsi in un momento di forte tensione e dolore, quale quello del parto.
La mia immagine appunto, era qualcosa che si era affacciata alla mente dei miei ricordi, proprio nel momento di massimo relax in quell'aula buia e calda dove aveva sede il consultorio. Ve la racconto.
"la mia famiglia aveva l'abitudine intorno alla metà di giugno, di trasferirsi nella ns. casa in campagna, nella quale passavamo tutta l'estate, che da noi, terra arida e meravigliosa quale la Sicilia, dura molto a lungo.
Alla fine di agosto generalmente iniziava qualche temporale estivo; un gran suono di tuoni, di foglie mosse dal vento, di uccelli che si spostano da un ramo ad un altro, di pioggia che scroscia sui davanzali di alluminio delle finestre. Grosse nuvole all'orizzonte, cariche di pioggia. Luminosi fulmini che squarciano un cielo che ancora ricorda l'estate. Ma dura poco...qualche minuto ed il sole torna a splendere più forte di prima.
Pian piano agosto passava, arrivava settembre ed anche ottobre. Ecco, la mia immagine.
Mi ricordo ragazzina, seduta sul mio letto nella mia camera in campagna, la grande finestra sul lato destro aperta; il cielo si annuvola fuori, diventa sempre più nero; all'interno fa fresco, ormai il sole non riesce a riscaldare più le mura, tanto da regalargli un tepore; iniziano i tuoni, poi i lampi sempre più vicini, e il vento. Vedo un albero davanti a me, piccolo, scosso dal vento sempre più forte, sento i tuoni che preannunciano la pioggia e il cielo farsi sempre più scuro. C'è elettricità nell'aria, silenzio intorno. Allora chiudo gli occhi, mi distendo nel letto ed aspetto. La mia attesa non è lunga, nè vana; di li a poco, ecco il rumore delle prime gocce di pioggia che arrivano sul davanzale, poi sempre di più, fino a farne musica. Inspiro. Mi avvolgo in una coperta. Ascolto la pioggia. Tutto intorno solo pace."

Questi sono i momenti della mia vita, che amo di più.
Sono i ricordi più belli, quelli che ti riscaldano il cuore e ti danno sempre, quel velo di malinconia, perchè se anche mi ritrovassi nello stesso posto, nella stessa situazione, mai nulla, sarebbe più uguale.

4 commenti:

  1. Ciao. Eccomi qua. Ti dico subito che mi piace il tuo blog.
    Ma procediamo con ordine:
    1. Il parto. E' vero dicono che il dolore del parto sia qualcosa che si dimentica, ma credo che dipenda dal parto e dal travaglio. Fortunatamente in entrambi i casi il parto è stato veloce ... se aspettavo un altro po' il secondo mi nasceva in macchina! Mi manderai a quel paese, ma, se non è stata proprio una catastrofe, riconsidera l'idea di un fratellino/sorellina. Poi ne sarà geloso, ma i figli unici, spesso, sono un po' tristi. E' solo una mia riflessione, eh?
    2. L'immagine della tua infanzia. Ho scritto anch'io un post sui ricordi della mia infanzia. E' inevitabile provare nostalgia, vero? Il ricordo arrotonda e addolcisce la realtà di quei giorni che invece qualche spigolo ce l'avevano. E forse il punto è proprio la sensazione di aver perso per sempre qualcosa e come dici tu:" se anche mi ritrovassi nello stesso posto, nella stessa situazione, mai nulla, sarebbe più uguale." Forse l'importante è costruirsi ogni giorno dei nuovi bei ricordi per i giorni a venire.
    A presto.

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  2. Ciao alice, ebbene si, posso mandarti a quel paese per il parto, tu, sei stata quella mosca bianca fortunata che avrei voluto essere io!
    Per ciò che riguarda la mia infanzia, ti dico una cosa, un anno e mezzo fa (quando ero da poco incinta) ho perso il mio splendido papà e da allora, quei ricordi, sono sempre più vivi e più nostalgici, magari ne parlo un momento o l'altro. Grazie della visita, anche io vengo a leggerti ogni giorno, sei un appuntamento fisso.
    A presto.

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  3. Allora, argomento parto... ok passo e chiudo!
    Per quanto riguarda la nostalgia, secondo me è inevitabile e capisco che la perdita ancora abbastanza recente di tuo papà possa acuire la sensazione. Anch'io ho perso il papà nel giro di pochi mesi (ormai sono quattro anni) e mi è rimasta una brutta sensazione di cose non dette, forse da entrambe le parti.
    Ho letto un bel post nel blog http://milleanime.blogspot.com. Mi è piaciuto tanto perché mi sono rivista bambina in vacanza in campeggio. Forse piacerà anche a te. Chissà.

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